giovedì 2 agosto 2012

riFIORIremo (titolo rubato)

ssss...silenzio...
...sembra che Her si sia finalmente addormentata. Ha la testa più dura del marmo. Non voleva dormire. Anche il suo amico lupo le aveva detto....
...."Her dovresti prenderti un po' di vacanza da te stessa".
Le ho cantato inutilmente 100 ninna nanna...poi stasera le ho dato un colpo in testa. Per il suo bene.


"Unisciti a coloro che cantano, raccontano storie, si godono la vita e hanno la gioia negli occhi. Perchè la gioia è contagiosa e riesce sempre a impedire che gli uomini si lascino paralizzare dalla depressione, dalla solitudine e dalle difficoltà.
Unisciti a chi procede a testa alta, anche se ha gli occhi pieni di lacrime."
Paulo Coelho

Forse sarà l'ultima volta che parlerò di terremoto. Dico forse perchè cambio spesso idea.
Pensavo potesse essere utile a qualcuno o a qualcosa. Ma qualcuno o qualcosa non ha certo orecchie e occhi per un her.etico che racconta di anime terremotate e forse è tempo davvero di tornare a guardare fuori da qui.

Qualcuno o qualcosa ti chiede..."Come va? Casa e lavoro tutto a posto? Ormai vi siete risistemati. Ho letto che vi stanno arrivando un sacco di soldi! Che vi stanno ricostruendo le scuole!"
(Già, perchè i giornalisti chiamano "scuole" quelle che sono sedi temporanee)

Qualcuno o qualcosa non sa che un terremoto è molto di più di un terremoto. Un terremoto è come una bottiglia di olio che cade a terra...e si rompe. Non puoi sapere fino a dove si spanderà l'olio. Una volta raccolti i vetri, ci sarà ancora l'incognita di sapere fino a dove e fino a quando dovrai lavorare per ripulire tutto dall'olio, che nel frattempo si è infiltrato nelle fughe delle mattonelle...Non puoi sapere...forse...

Qualcuno o qualcosa non vuole sentire e vedere. Non capisce che, per un infermiere che lavora e accoglie pazienti all'interno di un tendone scuro, privo di aria condizionata, da mesi, sta diventando dura reggere. Non capisce che ci sono anzianissimi ancora nelle tendopoli e che ogni giorno, a turno, si sentono male per il caldo. Non ha un bambino che gli dice... "Mamma quando vedo le cose rotte mi riempio di brividi." Abita a pochi chilometri da qui ma non conosce.


Questa sera nella caverna si è svolto un evento in occasione dell'inaugurazione della Coop. La Coop qui per qualcuno è l'unico luogo dove scambiare due chiacchere.
Il nome dell'evento era "riFIORIremo".
Special Guest The Sea Monkeys.
Non mi sono trovato male. C'era tanta gente.
Questo posto per un her.etico sta diventando più interessante. Le femmine sono diventate tutte belle. Hanno bei vestiti, un bel colore e un buon odore. Forse perchè stanno all'aria aperta.
Sono più fiere...e più selvatiche. Molte di loro sembrano riFIORIte.
Mi auguro stia riFIOREndo il desiderio di non essere un paese dormitorio e questo dipenderà da quanto ci prenderemo cura di lui.
I miei fiori invece sono morti, ma non a causa del terremoto. Non mi sono preso sufficientemente cura di loro in un momento difficile. Di grande caldo e siccità. Ci sono momenti in cui, anche il fiore più resistente necessita di attenzioni particolari.
(Solo la rosa del deserto resiste...ma è bella solo nel momento in cui ti prendi cura di lei.)
A qualcuno o qualcosa voglio dire che NO, non siamo già a posto...abbiamo ancora un sacco di problemi reali a cui se ne aggiungono di ipotetici che riguardano le polveri che respiriamo e gli argini dei fiumi che reclameranno in autunno la loro inagibilità....ma non ci lamentiamo e poi, anche volendo, non riusciamo a guardare così lontano. L'autunno per noi è troppo distante. Siamo ancora troppo concentrati sulle priorità e sulle incognite dell'oggi. Si procede settimanalmente. E va bene così.
Rubo le parole di altri qualcuno... ( non sono nelle mie corde ma sento che volete sentirle)
Siamo dei cazzutissimi emiliani. In giro per l'Italia e per il mondo ci sono disgrazie ben peggiori. Crediamoci e riFIORIremo. (anzi credeteci e riFIORIrete)
Un momentaneamente campanilista her.etico (solo per stasera)

 Forse ultima immagine terremotata che pur essendo terremota è molto bella.
                                                    Effetto domino di Anna Confente

Forse abuso della parola forse. Mi complimento con me stesso per l'incertezza.
Onore a tutte le persone che non vivono qui ma non sono qualcuno o qualcosa...ce ne sono tante.

martedì 17 luglio 2012

Il cielo in una stanza

 "L’uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma è una canna che pensa… Quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di quel che lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità che l’universo ha su di lui, mentre l’universo non ne sa nulla. Tutta la nostra dignità sta, dunque, nel pensiero"  Blaise Pascal

La mia osservazione è stata molto faticosa.
Non so se questa fatica sia da imputare al mio improvviso risveglio o al caos che ha creato l'esplosione di sette bombe nucleari avvenuta sotto la Caverna. (Così mi hanno comunicato)

A circa due mesi da questo catastrofico, ma naturale evento, che voi terreni chiamate sisma o terremoto, sono stato chiamato a contollare l'agibilità delle anime, tenendo conto anche del livello di evoluzione degli spiriti.
Da quello che ho percepito mi sento di dire che....
....la situazione NON è sotto contollo.
Il caos dentro di voi regna ancora sovrano.
Credo che in pochi avranno l'agibilità totale...

Bilancio provvisorio sull'agibilità delle anime (post sisma)

Classe F - Le anime che vivono nei "piani bassi". Prive di spirito e attaccate visceralmente alla "roba".
Si ricostruiranno quando vedranno riaccumulata, appunto, la loro "roba".
Dentro di esse, non ci sarà bisogno di ristrutturazione poichè, dove regna il nulla, non c'è niente da rompere.

Classe E - Le anime dal "braccino corto". Dotate di spirito malevolo. 
Sono quelle che hanno una paura atavica che gli extracomunitari siano trattati meglio di loro. Quelli che prendono i pasti alla Protezione Civile, anche se potrebbero farne a meno, perchè è un "loro diritto". Quelli che si sfregano le mani perchè, la loro attività, è l'unica rimasta in piedi e hanno l'acquolina in bocca pensando ai lauti guadagni. Irristrutturabili a prescindere.

Classe D - Le anime spaventate...e basta. Superdotate di spirito ansiogeno.
Pensano solamente al fattore scossa-terrore-allarme. Allarmano se stessi e, ovviamente, chi malauguratamente gli capita a tiro.
Pericolosissimi nella fase di ricostruzione. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

Classe C - Le anime spaventate poichè non abilitate alla durezza che... aimé... la vita può a volte propinarci. Di spirito fragile e delicato. Restie a chiedere aiuto e ad ammettere di averne bisogno. Poco aperte all'esternazione emotiva, poichè abituate a gabbie di protezione, sono ricostruibili parzialmente con l'aiuto di ulteriori sostegni e ingabbiature.

Classe B - Le anime confuse...dallo spirito affievolito, che pur essendo abilitate al "dolor"...devono fare i conti con una nuova amica. La ormai famosa "paura del nulla". Vanno messe in sicurezza. Va loro offerto un soffio. Va loro offerta la musica. Ci vorrà tempo...

Classe A - Le anime guerriere. Ricche di spirito di Zéfiro, si piegano ma non si spezzano. Combattono ogni giorno per se stessi e per gli altri. Dotati di fondamenta solide, perchè costruite con le loro stesse mani, saranno di grande aiuto per la ricostruzione di tutti. Se avete la fortuna di incontrarne una...

Classe AA - Le anime pure. I bambini, i sognatori e i menestrelli. Inondate di spirito, ovviamente, puro, che odora di Brezza di mare, si riassesteranno grazie alla fantasia e alla capacità di guardare al futuro con la speranza che contraddistingue gli ingenui...(che sono tali perchè ne sanno una più del Diavolo).

Classe AAA - Agibilità Assoluta Agli innamorati. (veri e accoppiati)
Antisismici. In continua costruzione ed evoluzione, non hanno alcuna necessità di intervento, poichè il loro spirito si trova nel massimo della sua potenza, talmente in alto da non poter percepire il tremore della terra. Rarissimi. Fruibilità completa.

                                                                     The end

L'unico suggerimento che può darvi un her.etico è....circondatevi di menestrelli.
Piangete. Ridete. Parlate. Cantate. Ballate. Amate.

                                                        Il cielo in una stanza

domenica 8 luglio 2012

Casa di bambola

Mi fa letteralmente schifo scrivere del terremoto. Perchè mi sento patetico.
Probabilmente non piace neppure a voi leggere del terremoto. Perchè è già passato. Perchè è triste e noioso.

Ma io non voglio raccontare un terremoto. Voglio raccontare quello che viene dopo.
Sento il dovere di farlo, anche se non mi piace, perchè so che prestissimo nessuno parlerà più di noi.

Perchè so che da fuori non ci si rende conto...ed è normale e sano che sia così.

Ma io vivo qui e vedo. Osservo. Ascolto.

E finchè io vedrò tendopoli e persone senza casa è giusto che abbiate la possibilità di capire anche voi. Perchè vorrà dire che quelle case non sono state ricostruite.
Finchè non vedrò scuole VERE è giusto che abbiate la possibilità di saperlo. Perchè vorrà dire che quelle scuole non sono state ricostruite.
Finchè vedrò macerie intorno a me è giusto che le possiate vedere anche voi. Perchè vorrà dire che quelle macerie non sono state rimosse.
Finchè fotograferò immagini di distruzione è giusto che le condivida con voi. Perchè vorrà dire che tante persone vivono il malessere di incontrarne la visione ogni giorno.
Finchè ascolterò anime in pena è giusto che le ascoltiate anche voi. Perchè vorrà dire che quelle anime hanno bisogno di aiuto.
Finchè coglierò che anche dopo un evento drammatico e devastante come un terremoto continuano le ingiustizie è giusto che lo cogliate anche voi. E qui non c'è un perchè.
Finchè comprerò le mie sigarette in questo container è giusto che voi siate informati di quello che accade qui. Perchè noi, qui, siamo solo all'inizio.



Mi fa letteralmente schifo scrivere del terremoto ma lo devo fare.

Per etica.

Finchè vivrò qui.

Lo farò a modo mio. Come sempre. Cercando di non essere patetico.
Non parlerò della paura delle scosse perchè ora le conosco e non ho paura. Penso positivamente che appartengano al passato.
Parlerò invece della paura del nulla...perchè il nulla non lo conosco. E non voglio che il nulla appartenga al futuro.
her etico

                                                                  Casa di bambola

martedì 3 luglio 2012

Pietre

"A una data età nessuno di noi è quello a cui madre natura lo destinava; ci si ritrova con un carattere curvo come la pianta che avrebbe voluto seguire la direzione che segnalava la radice, ma che deviò per farsi strada attraverso pietre che le chiudevano il passaggio."  Italo Svevo


Un giorno, in tempi non sospetti, il suo amico lupo le disse:
"Her deve cogliere dall'esterno ciò che la fa progredire e non distruggere."
Ripensa spesso a quelle parole in questi giorni.

Her è tornata a casa definitivamente. A volte la sera passeggia per Sanfe.
Ha respirato l'esterno....
...ma non è riuscita a cogliere nulla...solo distruzione e desolazione. E pietre.
Qualche tempo fa le sue orecchie hanno udito una parola che l'ha molto spaventata. Atarassia.
Forse, in un momento come questo, è la parola della sopravvivenza.
Her la rifiuta.
Her è agonizzante. Si sta spegnendo lentamente.
Pensava di potersi salvare ballando, ma la realtà è una colonna sonora inadatta alla danza.

Forse si addormenterà nell'indifferenza di tutti coloro che non l'hanno mai compresa.
Nel sollievo di chi non l'ha mai accettata.

Spero di riuscire a lasciarla andare ancora una volta......so che mi mancherà, ma è l'unico modo che ho per salvarla.

Ora ha bisogno di me.
Penso sia giunto il momento di uscire dal mio sonno.
Perchè ora è necessaria l'azione.
E' indispensabile la forza.
E' obbligata la razionalità.

E' consigliata l'ironia filosofica.

Cordiali saluti a tutti (vi trovo un po' invecchiati).
Uno sbadigliante e stropicciato her.etico

venerdì 6 gennaio 2012

3 Bulli e 1 pupa

Ho la sensazione che in molti pensino che i bulli di oggi siano più cattivi dei bulli di ieri...

Ricordo come fosse ieri il terrore che avevo, in terza elementare, di un bambino di cui ho sempre saputo solo il cognome. Dellera.
Non so per quale recondito motivo questo bambino ce l'avesse con me. Mi aspettava lungo la strada che portava a scuola e, regolarmente, se io non riuscivo a scappare, mi dava delle sberle.
In quarta elementare, è stato invece il turno di un certo Fabio. Mi ricordo benissimo la sua faccia. Lentigginoso e con le orecchie a sventola. Anche lui mi perseguitava.
Il mio vero incubo però è stato Mario il napoletano.
Partivo con la mia bici dalla casa della nonna, dove vivevo, per recarmi in piazza. Dovevo passare davanti alla sua fatiscente casa. Mi avvicinavo piano e, se in cortile non c'era nessuno, prendevo la rincorsa e, più veloce della luce, percorrevo quel tratto maledetto col cuore in gola.
Se invece Mario e i suoi fratelli erano fuori a giocare, per me era finita. Nella migliore delle ipotesi si limitava a lanciarmi sassi. Nella peggiore, mi rincorreva lungo la strada urlando non so quali volgarità in una lingua a me sconosciuta.
Una volta mi ha fatto cadere dalla bici e ha iniziato a tirarmi i capelli. (un classico)
Quella volta ho deciso che qualcuno doveva difendermi.
Sono tornata a casa della nonna e le ho raccontato tutto. Ilde, donna tutta d'un pezzo, si è pettinata e siamo partite.
Odoravamo di giustizia.
La nostra missione è miseramente fallita. A casa di Mario, che era una specie di discarica, ci ha accolto la madre.
Mia nonna parlava in dialetto sanfeliciano e la signora in napoletano. Credo non sia stato trasmesso neppure un concetto sensato in quel discorso.
Mario ogni tanto lo vedo. Mi sembra diventato un brav'uomo. Io, tuttora, incrociando il suo sguardo, ho un po' di tremarella.

Quest'anno alle medie hanno chiamato un esperto per tenere degli incontri, con i ragazzi, sul bullismo.
Effettivamente il problema c'è, come penso ci sia sempre stato e, purtoppo, come accade nei film, a farne le spese sono sempre i ragazzi più "debolini".
Che i bambini riescano ad essere veramente "cattivi" non è una novità.
La prevaricazione è insita nella natura infantile, adolescenziale e in certi casi adulta, in questi casi la chiamiamo "nonnismo". Non addentriamoci in altre forme di prevaricazione del tipo uomo-su-donna ecc...Penso che nella maggioranza dei casi sia sintomo di frustrazione.
Penso anche che sia importante accompagnare i bambini lungo un percorso che li renda "forti" nei confronti di questa inevitabile, anche se si spera, più lieve possibile, esperienza.
Forti nel senso che abbiano chiaro quello che è scherzo e quello che è sopruso. In modo da evitare lamentosità da vittimismo o, molto peggio, omissione di accadimenti gravi per paura di ritorsioni.
Forti nel senso che non devono aver paura a denunciare, ma neppure a difendersi in casi estremi.
Come genitore mi sento invece di dire che, tanti di noi, esasperano e drammatizzano certi eventi che, a mio parere, non sono altro che normali vicende della "scuola della vita". Ai miei tempi non c'era bambino maschio che io frequentassi che in tasca non avesse un coltellino svizzero di quelli che si comperavano in gita.
In quanto ai bulli, da casa mia ne sono passati alcuni che si sono sciolti, dopo qualche tempo, con una piccola dose di sorrisi, di fiducia e, ora che son più morbidi, accettano pure qualche abbraccio.

L'arma più potente nelle mani dell'oppressore è la mente dell'oppresso. Steven Bantu Biko
C'entra? Ma si, c'entra.

venerdì 11 novembre 2011

Il dottore delle chitarre


Se possedete una chitarra forse vi sarà capitato di conoscerlo.
Io l'ho conosciuto oggi.
Una delle chitarre che vivono nella mia casa è caduta. Si è fratturata il manico.
Dopo una giornata di grande sconforto, dovuto all'affetto profondo che, uno di noi in particolare, nutriva per lei, abbiamo deciso di tentare. L'abbiamo portata dal Maestro liutaio.
Siamo entrati in questo strano ambulatorio che assomigliava più allo studio di un alchimista che a quello di un liutaio. L'assistente ci ha aiutato a posare lo strumento su un piano che aveva tutta l'aria di un tavolo di sala operatoria.
Quando è entrato il Maestro ho capito. Indossava un camice verde, proprio come quello di un chirurgo.
Si è avvicinato alla povera chitarra ed ha iniziato a visitarla.
Poi ha parlato. Io purtroppo non ricordo con precisione le sue parole. Perchè ero incantata.
Ha espresso la sua diagnosi come se parlasse di un essere umano.
Ha usato più volte la parola anima. Ha detto che lui, avrebbe anche potuto tentare, ma non riusciva a garantire che la chitarra potesse di nuovo fare ciò per cui era nata. Si sarebbe sicuramente rispezzata, non sarebbe riuscita a reggere un concerto.
La chitarra si era rotta nell'anima. Non ci ha dato speranze.

Abbiamo lasciato l'ambulatorio e siamo andati, per dovere, all'inaugurazione di un'agenzia pubblicitaria. C'erano tante persone, tante cose da bere e da mangiare. Tutti chiaccheravano e si baciavano.
Io guardavo e mi chiedevo:"Chissà se qualcuno di loro ha l'anima rotta?"

Tornati a casa, un piccolo uomo ha preso con cura la chitarra con l'anima spezzata, l'ha messa, protetta dalla sua custodia, nella sua stanza e ha detto:
" Io so che da grande riuscirò ad aggiustarla".

giovedì 3 novembre 2011

...il soffio, il venticello, l'arietta, la brezza, lo zefiro.


"Si narra che anticamente ci fu un dio che decise di modellare un uomo con l'argilla della terra che prima aveva creato, e subito dopo, perchè avesse respiro e vita, gli soffiò nelle narici. Alcuni spiriti contumaci e negativi insegnano a denti stretti, quando non osano proclamarlo ai quattro venti, che, dopo quell'atto creativo supremo, il famoso dio non tornò mai più a dedicarsi alle arti della ceramica, una maniera contorta di denunciarlo per avere, semplicemente, smesso di lavorare. La questione, per la trascendenza di cui si riveste, è troppo seria per essere trattata semplicisticamente, richiede ponderazione, molta imparzialità, molto spirito obiettivo. E' un fatto storico che il lavoro di modellatura, a partire da quel memorabile giorno, non è più stato un attributo esclusivo del creatore per passare alla competenza incipiente delle creature, le quali, inutile dirlo, non sono attrezzate di sufficiente soffio ventilatore. Il risultato è che si è demandata al fuoco la responsabilità di tutte le operazioni sussidiarie capaci di dare, tanto per il colore come per la brillantezza, e addirittura per il suono, una ragionevole somiglianza di cosa viva a quanto uscisse dai forni. Sarebbe un giudicare dalle apparenze. Il fuoco fa molto, e questo nessuno lo nega, ma non può fare tutto, ha serie limitazioni, e persino qualche grave difetto, come sarebbe per esempio, l'insaziabile bulimia di cui soffre e che lo porta a divorare e ridurre in cenere tutto quanto si trova davanti. Tornando, però, al tema che ci occupa, alla fornace e al suo funzionamento, sappiamo tutti che la creta umida infilata nel forno è creta crepata in men che non si dica. Una prima e irrevocabile condizione la stabilisce il fuoco, se vogliamo che faccia ciò che da lui ci aspettiamo, ed è che la creta entri nel forno essicata, e ben essicata. Ed è qui che umilmente torniamo al soffio nelle narici, è qui che dovremo riconoscere fino a qual punto eravamo stati ingiusti e imprudenti quando abbiamo delineato e fatta nostra l'empia idea che il tale dio avrebbe voltato le spalle, indifferente, alla sua stessa opera. Si, è vero, dopo di ciò nessuno lo ha più rivisto, ma ci ha lasciato quello che forse era il meglio di se stesso, il soffio, il venticello, l'arietta, la brezza, lo zefiro, quelli che già stanno entrando dolcemente nelle narici delle sei statuine di creta che Cipriano Algor e la figlia hanno appena collocato, con ogni cura, sopra una delle assi a essicare. Uno scrittore, insomma, non solo vasaio, il suddetto dio sa anche scrivere bene su righe torte, non essendo presente per soffiare personalmente, ha fatto fare il lavoro per suo conto, e tutto affinchè la vita ancora fragile di queste terrecotte non debba finire per estinguersi domani nel cieco e brutale abbraccio del fuoco. Parlare di domani, però è solo un modo di dire, perchè se è pure vero che, un soffio solo è stato sufficiente all'inaugurazione perchè l'argilla dell'uomo acquistasse respiro e vita, dovranno essere tanti i soffi necessari perchè dai buffoni, dai pagliacci, dagli assiri con la barba, dai mandarini, dagli eschimesi e dalle infermiere, da questi che sono qui e da quelli che in file serrate si allineeranno su queste tavole, evapori, a poco a poco, l'acqua senza la quale non avrebbero potuto essere ciò che sono, e possano entrare sicuri nel forno per trasformarsi in quello che dovranno essere."
passaggio cruciale di quel sublime libro che è "La caverna" di Josè Saramago

riMani

Oggi voglio raccontarvi l’inizio di una storia. Una storia che in realtà non ha un inizio, e neppure una fine, perché è una storia circ...