martedì 5 dicembre 2017

La Ele




Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni.
E sta facendo un viaggio speciale.
Sola.


La Ele la conosco da tempo perché vive nel mio paese ed è una cara amica di mio figlio Nicola.
Nicola ha sempre detto di lei che è una guerriera e, quando quest'estate ho saputo del viaggio che stava organizzando, l'ho guardata ed ho pensato anche io: - Sei una guerriera. -
Una fantastica guerriera di 19 anni che ha deciso di partire per fare un'esperienza differente.
Le tappe del suo viaggio, che ha organizzato in completa autonomia, sono la Birmania, il Nepal e l'India. In ogni Paese l'aspettano un orfanotrofio, un popolo da conoscere, mille scoperte.
Ha passato il tempo che precedeva la partenza a lavorare in un ristorante cinese a Bologna e poi ha preso il volo. 
Ora si trova a Inie Lake, a est della Birmania. Ha visitato il sud, Yangon, L'Ovest, Bagan e il nord, Kalaw. Tra pochi giorni partirà per il Nepal e in seguito si sposterà in India.
Seguo i suoi passi da lontano e con avidità guardo le sue fotografie e le sue storie su Instagram.
Credo che sia un bellissimo "esemplare" di giovane e per questo ho deciso di raccontare qualcosa di questa esperienza.

La Ele mi ha scritto della Birmania, delle contraddizioni di un popolo meraviglioso; ricco di storie belle e di storie brutte. Ha conosciuto famiglie che l'hanno accolta come una figlia e scrive che hanno un modo di socializzare e intrattenere che è pura bellezza. Ma queste sono parole sue ed è giusto che sia lei a raccontare tutto quello che vedrà e conoscerà in questi mesi. Ora lo fa attraverso le immagini che condivide con noi.
Ne ruberò alcune solo per mostrarvi un pezzo di mondo diverso; visto con gli occhi della Ele.
















Nicola dice: - La Ele non ha paura di niente. -
E anche se io la vedo ancora piccoletta, con un facciotto da birba, quando la immagino sola in Birmania, in Nepal, in India, in giro tra case e gente, a lavorare negli orfanotrofi, non posso che provare ammirazione per tanta "paura di niente"; per tanta voglia, energia, curiosità e coraggio.
Io, a dispetto di tutti i luoghi comuni, conosco dei ragazzi fantastici, che anche se lasciano i calzini in giro sono in gamba, attenti, impavidi, autonomi, aperti, curiosi, e tutt'altro che "sdraiati".
E quello che apprezzo tanto in loro è che non si nascondono e camminano senza piedistallo.

Approfitto di questo spazio per salutare un altro che non ha "paura di niente": mio figlio Tommaso che ha 17 anni e sta facendo tante cose nuove e speciali in Kentucky (ma se parlo di lui si arrabbia). Un pensiero a Nicola, intrepido ventenne, e ad Angelica, eclettica undicenne.
Mi fido del futuro perché mi fido di loro.


ph. Eleonora Michelini
                                                               Instagram @elemikee



Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
- Jacques Brel -

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