venerdì 21 febbraio 2014

Il collezionista di ricordi






Una notte di GiugnoLuglioAgostometàSettembre, arrivò in un paese un cantastorie di vere storie.
Era un paese un po' piccolo e un po' grande, le cui case erano cassetti chiusi un po' piccoli e un po' grandi, abitati da persone un po' piccole e un po' grandi.
Nessuno sapeva che fosse un cantastorie venuto dal passato e tutti pensarono che fosse arrivato un esaltato. 
Parlava.
Parlava alle persone un po' piccole e un po' grandi allo stesso modo. Un modo un po' semplice e un po' difficile.

"Uscite dai vostri cassetti e andate fuori.  
Sempre a piangere e rimpiangere, 
ma siete voi che state chiusi nei cassetti o i vostri desideri? 
Quelli sono liberi e vagano nell'aria come tanti palloncini, 
pronti a farsi acchiappare.
Uscite dalle vostre stanze e scrivete sui muri e sulle strade. 
Camminate. Parlate. 
Seguite i palloncini.
La vita si riempirà di ricordi da collezionare 
e la potrete allungare."

L'esaltato vagava per i quartieri con un megafono che assomigliava ad una enorme cornetta del telefono e ripeteva questa ramanzina. Suonando i campanelli di tutti i cassetti.
Era vestito di giallo e di blu dalla nascita, per la sempre voglia di sole del padre e per la sempre voglia di mare della madre.
Era un collezionista di ricordi.
Qualcuno lo temeva.
Qualcuno rideva.
Nessuno lo ignorava. Non si poteva.

Le sue parole ripetute non trovarono porte aperte ma entrarono dalla porta di servizio nei pensieri della gente. Che si interrogò alla lavagna.

Qualcuno guardò il cielo e non vide nulla.
A qualcuno l'illusione fece vedere alberi e palloncini.
Alcuni uscirono dai cassetti.

Molti tra i pochi si resero conto che, semplicemente, avevano sbagliato sogno. Era un sogno impossibile che non avrebbe donato loro ricordi.
Lo cancellarono per ricominciare daccapo.

Molti tra i molti non si resero conto che seguivano i sogni di altri. I sogni inventati e impacchettati per loro dagli gnomi dell'oro, fatti apposta per essere sognati. E non ricominciarono mai. 

Uno solo prese tutti i suoi pensieri, tutti i suoi libri, tutte le sue immagini, tutte le sue convinzioni e tutte le sue perplessità e mise tutto in un grande baule. 
Lo chiuse a chiave 
e baciò la chiave 
prima di gettare la chiave.

Prese una piccola valigia contenente:
un diario,
una penna,
una macchina fotografica,
una voglia di vedere,
una voglia di sentire,
una voglia di capire,
un coraggio,
un sorriso,
una musica,
un sacco pieno di baci,
dodici parole che non lo avevano deluso mai,
un biglietto per Nonsodove.
E divenne un collezionista di ricordi.


Buon ascolto.
her.etico






#ricordi

2 commenti:

  1. Sembra facile! Purtroppo capisci quale è il tuo sogno quando ne hai realizzato un altro...ed è quello il momento in cui capisci che non era ilt tuo!

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    1. In effetti non è per niente facile. Anzi è proprio difficile.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...