Si conclude oggi l'annata 2012. Annata strana. La metterò nella cantina, in un buon posto. Gli amici che la visiteranno potranno assaporarne l'essenza. Ma non coglierla. Soltanto un esperto sommelier, dopo un'attenta degustazione, potrà carpirne l'intensità e la complessità. L'annata 2012 richiede una profonda analisi sensoriale.
her.etico
"Basta che ce sta 'o sole,
ca c'é rimasto 'o mare,
'na nenna core a core,
'na canzone pe' cantá:
chi ha avuto, ha avuto, ha avuto:
chi ha dato, ha dato, ha dato,
scurdammoce 'o passato..."
La scapigliata di Leonardo
Qualunque sofferenza che non sia insieme conoscenza è inutile. Ricordarlo, visto che riesce tanto penosa.
da Il mestiere di vivere di Cesare Pavese
Non a tutti è dato vedere la grandezza e la saggezza del fanciullo che si dona, senza difese e senza pretese, facendo della gentilezza e dell'allegria il suo credo. A chi lo addita stolto lui ride, sotto i baffi di cioccolato e porta avanti la sua rivoluzione. Perchè in ogni fanciullo c'è rivoluzione. E a chi approfitta della sua energia, lui sorride. E si concede. Ma ha ben chiaro chi la merita.
her.etico
Molto tempo fa gli uomini decisero, non ci è dato sapere il perchè, di catalogare l'energia che si diffondeva dal loro essere e si alimentava attraverso lo scambio con quella di altri esseri.
Nacquero così delle categorie chiamate "rapporti" con delle regole e dei vincoli abbastanza precisi da rispettare.
Alcuni di questi rapporti hanno visto nascere con il tempo la necessità di stipulare dei veri e propri contratti che vengono avallati da testimoni e guru di varia appartenenza. Contratti preceduti a volte da compromessi e acconti pre-rogito.
Altri rapporti invece si avvalgono di taciti consensi.
Non sono tante le categorie.
Anzi sono pochissime. Neppure una mano intera serve per contarle.
Tanta e articolata, invece, sarebbe l'energia, che si trova così costretta ad incanalarsi dentro a schemi piuttosto riduttivi.
E perde in potenza.
Probabilmente, tutto ciò, poco si confà con gli animaletti che, in fondo, siamo.
Ognuno diverso dall'altro e con predisposizioni e caratteristiche tutte particolari.
Questo catalogo dei rapporti ha creato una conseguenza, un catalogo di personaggi:
ed ecco che abbiamo:
Lo sposato e la sposata.
Il separato e la separata.
Il divorziato e la divorziata.
Il putto, la zitella, lo scapolo, il single e la single.
L'impegnato e l'impegnata. (categorie presenti anche su facebook)
Il compagno e la compagna. (categoria nata nel 1869)
L'amico e l'amica.
L'amante. (qui non abbiamo il femminile e il maschile poichè l'amante ha un solo ed unico scopo comune. In teoria ama.)
Ogni personaggio ha ovviamente un suo ruolo che, non può variare, se non con l'obbligo di cambiare nome e posizione sul catalogo.
Altre comparse ruotano attorno ai personaggi.
Ed ecco che abbiamo creato la suocera e lo suocero, il cognato e la cognata. Figuri che non sempre coincidono per affinità elettive con le nostre naturali predisposizioni.
In fondo al catalogo vi sono anche posti meno ambiti. Coloro che vengono volgarmente chiamati "cornuti".
Categoria strettamente collegata all'appartenenza.
Con il passare dei secoli e l'avvento di quella cosa che chiamiamo "evoluzione" per l'essere umano è diventato sempre più complicato raccapezzarsi dentro queste categorie e con l'avvento della rivoluzione industriale anche un po' problematico gestire l'energia.
Si è anche aggiunta una parolina nuova a tutta questa difficoltà. Alienazione. (disagio dell'uomo nella moderna civiltà industriale, nella quale l'artificio che gli è proprio lo fa sentire lontano dalle proprie radici naturali)
Per molti, permane la garanzia del regolamento, al quale si affidano con inconscia rassegnazione; amplificata dal sempre minor tempo e dalla sempre maggiore propensione alla robotizzazione che tanta serenità dona ai nostri organi.
Per altri, il regolamento viene interiormente modificato a seconda dei casi e delle situazioni. O occasioni.
Le categorie rimangono tali ma, cosa che accadeva anche nel passato, con sotterfugi di varia natura e omissis andreottiani, si raggirano le regoline e si spazia da una categoria all'altra. Silenziosamente.
In fondo questo catalogo ci dona sicurezza e alimenta l'appartenenza.
Appartenenza che, nel peggiore dei casi, diventa possesso e forse ha rovinato tutto quello che di più utile c'era nell'energia. Lo scambio. Creando un mare di solitudini e incomprensioni.
E così abbiamo perso il senso dell'orientamento in un luogo dove non c'era in realtà nessun bisogno di orientarsi. Ma c'era solo la necessità di perdersi.
Quando i bisogni erano bisogni primari, legati alla sopravvivenza, le domande che ballavano nella testa dell'uomo erano poche. La vita era semplicemente e selvaggiamente complicata.
Diciamo che ora è volutamente complicata.
In realtà le cose sarebbero davvero molto semplici.
Basterebbe prendere tutte le categorie e farne un bel falò.
Affidarsi semplicemente all'energia.
Gratuitamente.
Come fanciulli.
In fondo vogliamo bene a chi ci vuole bene.
Ci prendiamo cura con ardore di chi si prende cura di noi con ardore.
Amiamo chi ci ama.
La semplice regola dello scambio e dell'alimentazione dell'energia rinnovabile.
Dovrebbe essere così.
Ma è troppo tardi...(ci avevano provato anche i figli dei fiori ma è andata male)
E l'energia sale sempre più in alto...sempre più in alto...sempre più in alto...
...ma questo è solo un delirio dell' her.etico.
Come sempre incoerente.
Come sempre non date lui retta.
Domani avrà già cambiato idea.
p.s. Per un her.etico vivere nel corpo della Cri è faticosissimo...
C'era una volta, in un luogo immaginario, un pensiero comune: Nessuno si disseta ingoiando la saliva...
Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto, dobbiamo fare: dell'interruzione, un nuovo cammino, della caduta, un passo di danza, della paura, una scala, del sogno, un ponte, del bisogno, un incontro. (Fernando Pessoa)
Ci sono mali talmente grandi che nella pancia non ci stanno. Rimangono nell'aria e girano intorno a te. E l'aria pesante ammacca. Urge renderla leggera. Solo il buffone alleggerisce l'aria.
"C'è talmente tanto dramma e tanta tristezza intorno a me che se non rido muoio."- questo disse la bambola il giorno che si truccò da buffone. Si vestì di stracci colorati e decise che la sua missione era quella di portare allegria.
Quel giorno capì che i mali più grandi, non sono quelli che fanno male, sono quelli che fanno talmente male che non li puoi sentire.
Quelli che impediscono alla vita di continuare il mestiere di costruttore.
La bambola sentì che dentro di lei c'era tanta vita e che avrebbe desiderato viverne altre sette perché tanti luoghi doveva vedere e tanti viaggiatori doveva incontrare e pensò che poteva donare un po' di quella vita a chi non la sentiva più.
Ma non conosceva nessun altro modo se non quello del buffone.
Ma cosa può un buffone contro il male?
Perché vedete, il buffone è soltanto un buffone e il suo è un amore profondo, ma lieve e bizzarro.
Il suo soffio è una brezza che muove i capelli ma non scuote.
Allora la bambola pensò che doveva aumentare la sua potenza di vento perché solo in quel modo sarebbe riuscita a salvare le costruzioni. Lei sapeva che c'era una sola grande energia che può togliere la paura.
Troppi aveva veduto intorno a lei. Troppi vedeva col volto perso nella convinzione della fine del viaggio, e nessuno a porgere loro un biglietto del treno. Il mondo chiude gli occhi.
Anche la bambola avrebbe voluto chiudere gli occhi, ma era una bambola e il meccanismo di cui era dotata non le concedeva questo privilegio. I suoi occhi si chiudevano solo mentre dormiva.
La bambola sorrise come ormai da tempo era solita fare. Vide allo specchio la sua figura colorata e pensò che aveva imparato che l'attenzione rende teneri anche i più duri.
Che tanti si nascondono. E che troppa è la solitudine.
Pensò che un Re che dona solo sacrificio, senso di colpa e ricatto ha pochi occhi felici ad ammirarlo.
Molti occhi senza sogni.
Troppi senza presente.
Poteva provarci.
Quel giorno pensò di avere un tesoro:
il segreto del buffone.
"...adesso che sei forte
che se piangi ti si arrugginiscono le guance..."
L'alba. Il sole sale pianino pianino.
Sono in auto e, siccome i miei vetri sono sporchi e io sono allergico agli occhiali da sole, tutta questa luce non mi permette di vedere la strada. Mi devo fermare.
Quando riesco finalmente a riaprire gli occhi mi appare una strana visione.
Insieme al sole sta sorgendo uno strano edificio.
Posso intravederne i tetti.
Sono ferma sul ciglio della strada. Altre auto si sono fermate dietro di me. Scendo dall'auto. Per vedere meglio.
L'edificio continua lentamente a sorgere insieme al sole.
Non capisco se faccia parte del sole o della terra.
Ma ecco che ad un certo punto si staccano. Si dividono sole e terra.
Il sole se ne va a in alto. Ad occupare il suo solito posto.
L'edificio rimane a terra. Nostro.
Siamo a decine sulla strada. Senza pronunciare una parola ci incamminiamo, ancora increduli, verso quella che sembra essere un'illusione ottica.
Qualcuno ha paura.
Parlano gli occhi.
Qualcuno non crede.
Parla la fronte.
Qualcuno non vuole.
Parlano le gambe.
Qualcuno aspettava.
Parla il sorriso.
Lo strano edificio è vicino. Tanto vicino che basta un salto per raggiungerlo. Un salto molto alto. Ma un solo salto.
Entro solo attraversando una porta che non è una porta perchè anche da chiusa rimane sempre aperta.
Trovo un grande atrio ad accogliermi.
E colori.
Colori e disegni e scritte e frammenti di colori e frammenti di disegni e frammenti di scritte.
Un ordinatissimo caos colorato riempie i muri. Li riempie in maniera cosi armonica e disordinata che se anche ci fossero migliaia di crepe nessuno potrebbe vederle. Mimetizzate.
La prima stanza senza porte che incontro è una grande biblioteca. Piena di luce.
Non ho mai visto tanti muri coperti da tanti libri.
Ci sono talmente tanti libri che non esiste più un rettangolino di muro.
Ce ne sono talmente tanti che se anche ci fossero migliaia di crepe nessuno potrebbe vederle. Nascoste.
Sul pavimento materassoni morbidoni e divani accoglienti. E tavole.
Tavole per leggere. Per studiare. Per scrivere. Per parlare. Per nutrirsi di parole e di sorrisi.
La seconda stanza senza porte che incontro è un pub. Un bellissimo pub con le luci leggermente soffuse.
La musica che mi accoglie è semplicemente una musica.
Il barman è semplicemente un ragazzo barman.
Al centro del pub una piccola pista. Al centro della pista un epicentro. L'epicentro dell'edificio.
Dove si balla di più. Dove si ama di più.
La terza stanza senza porte è anche l'ultima. Perchè tre è il numero perfetto. Perchè non c'è il due senza il tre.
La terza stanza è un terremoto di stanza.
Sui muri murales che rappresentano antichi castelli diroccati dalle cui crepe escono strumenti musicali.
Sul pavimento enormi piedi disegnati. Piedi che saltano e ritornano in piedi.
Strumenti e spartiti musicali sparsi ovunque. Angolini per l'ascolto. Un palcoscenico a sinistra.
A destra della grande stanza c'è una piccola stanza che sembra una scatola.
I muri della piccola stanza sono ricoperti dai contenitori delle uova.
Al centro della piccola stanza una batteria. A destra della batteria una chitarra. A sinistra della batteria una tastiera e un basso. Davanti alla batteria una chitarra e una voce.
Ed è proprio in quella piccola stanza che tutto si anima. Non sono più solo.
Sento una canzone che mi piace da morire e non riesco più a stare fermo. Nessuno riesce a stare fermo. E tutti saltano e ballano. E c'è tantissima energia che invade tutto l'edificio uscito dal sole e dalla terra. Energia così potente e solare che anche se venisse un terremoto nessuno se ne accorgerebbe.
Questo post è dedicato ai ragazzi di Sanfe e ai ragazzi dell'ISIA di Faenza (Istituto Superiore Industrie Artistiche) che hanno visitato con interesse il nostro paese e ora hanno il compito di...ripensarlo.
Grazie a Valentina e Giovanni.
her.etico.
"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente. Dicono sempre "Andiamo", e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole."
C. Baudelaire
Adolescenza
sarà anche, poeticamente parlando, la periferia dell'umanità, ma ripercorrere le zone periferiche, stando attenti alla guida, è piuttosto impegnativo. Ti viene una gran voglia di scendere dall'auto e di camminare in centro storico.
Perché, improvvisamente, da un momento all'altro, ti rendi conto che ti sei perso nella nebbia della periferia e giri intorno con la tua macchinina ma non riesci più a "seguire" chi stavi "seguendo".
E anche se fai il genitore "avanzato" che canta ogni giorno l'inno alla libertà, perdere il polso della situazione ti dà un po' da fare.
In realtà, forse, basterebbe pensare alla propria esperienza periferica , assolutamente stracolma di pericoli e dolcissimi errori.
Stasera ho mangiato le caldarroste e ho bevuto vino. Gli adolescenti stanno suonando in un posto strano. Una sorta di circolo anarchico.
Ma a loro non importa il "dove".
Loro dicono sempre "Andiamo". Loro non hanno paura di nulla e si arrabbiano se cerchi di frenarli. Si sentono trattati da piccoli. Si sentono tarpati. Perchè "i loro desideri hanno la forma delle nuvole" e le nuvole cambiano continuamente forma.
Noi, che ci sentiamo pieni di esperienza, ci mettiamo sul piedistallo e pretendiamo la ragione, ma gli adolescenti hanno sempre ragione perché sono ottusamente ragionevoli. E puri. Perché ridono e si arrabbiano per nulla. Perché lo spazio che gli concedi non basta mai. Perché c'è sempre qualcosa di più lontano da scoprire. Perché credono.
Amo molto gli adolescenti. Mi fanno imbestialire ma mi fanno anche tanto divertire.
In fondo, forse sbagliando, li giustifico sempre.
E rido, sotto i baffi, mentre li rimprovero, perché sono sinceri anche mentre dicono le bugie.
I veri viaggiatori non concludono mai il loro viaggio.
"Dicono sempre "Andiamo" e non sanno perché.
Ma noi "adulti", centro storico dell'umanità, che dettiamo regole dal nostro piedistallo di cartapesta, dove andiamo?
un her.etico innamorato degli adolescenti di ogni età.
Oggi a Sanfe c'è stata l'inaugurazione dell'Asilo Nido e della Scuola Materna.
E anche quella dei container che ospiteranno per un anno le scuole medie.
Sarò un rincoglionito ma, tra la banda John Lennon che suonava, il discorso del sindaco e una filastrocca meravigliosa, tratta da un libro che tanti scrittori hanno contribuito a scrivere per l'Emilia, ho versato tante di quelle dolci lacrime...
...che avevo proprio voglia di versare. (Ebbene si, anche gli her.etici piangono)
La scuola è bellissima. tutta colorata. Tutta energeticamente autonoma. Con dei pannelli solari fotonici che attireranno tanta di quell'energia che i bambini saranno sempre carichi come delle molle.
Quando il sindaco ha tagliato il nastro e siamo entrati a vedere l'interno, mi è sembrato di aprire un enorme pacco regalo.
Vedere i bagnetti piccoli è stato come vedere oro.
Perchè vedete, non è scontato un piccolo water a misura di bambino.
Non è scontato un piccolo lavandino.
Non è scontato poter lavare il culetto ad un bambino dell'asilo nido con l'acqua calda.
Non è scontato il dormitorio per far riposare i bambini.
Non sono scontati i banchi e le lavagne.
Le palestre.
La cucina e l'aula mensa.
E' scontato invece che te ne accorgi soltanto quando tutto questo ti viene a mancare.
Oggi, un signore importante che ha parlato (mi scuso, ma la confusione emozionale mi ha impedito di captare chi fosse) ha detto che quando in un paese viene a mancare la Scuola, ti senti come un grande buco nel torace. Ecco, io oggi ho incominciato a riempire quel buco.
Se tutto va bene tra una quindicina di giorni sarà pronta anche la nostra Scuola Elementare.
E credo che sarà un'inaugurazione bellissima.
E che mi ci vorrà un po' di scorza per partecipare. Ma ci sarò.
Un piuttosto privo di scorza ma pompatellinnizzato her.etico
Cantiere di costruzione di edifici temporanei che ospiteranno le scuole.
Domenica giorno di riposo. Ma non per tutti. Ho visto gli operai che lavoravano alla costruzione degli edifici temporanei che diventeranno le scuole.
E' stato bello.
E' stato bello pensare che, in fondo, poco importa quale sarà la struttura che ospiterà i bambini.
Don Milani e la Montessori non credo avessero bisogno di mura dorate.
Penso, che quello che importa davvero, siano le persone che accoglieranno i bambini. Quello che avranno voglia di fare e di trasmettere.
I nostri piccoli guerrieri hanno un esperienza alle spalle molto forte. Qualcosa che li differenzia dai loro coetanei. Le chiamerò piccole cicatrici. Che possono far male col cattivo tempo.
Un terremoto non è dolore personale. E' dolore e forte preoccupazione per coloro che hai di più caro. E' sentire la morte vicinissima. E' temere la morte vicinissima. Vissuta da te, adulto, e da lui, bambino. (Chi il 29 mattina non era insieme ai propri figli può capirmi.)
L'istituzione scuola si è interrotta all'improvviso. E con rammarico ammetto che ci ha lasciato soli per troppo tempo. Ma voglio pensare che ognuno avesse le sue buone motivazioni. Ora è tempo di guardare avanti.
Sono certo che, tutte le insegnanti, siano consapevoli che, i bambini che avranno di fronte, dovranno entrare, per la prima volta, all'interno di una struttura chiusa (i centri estivi sono tutti all'aperto) e starci per diverse ore, senza i genitori.
Sono certo che utilizzeranno tutta la loro esperienza per accogliere i bambini nel giusto modo.
Sono certo che, mai come quest'anno, si impegneranno per svolgere il loro compito nel miglior modo possibile e, insieme, lavoreremo per raggiungere lo scopo finale. Farci superare da loro.
Perchè io penso che in fondo sia questo l'unico scopo. Cercare di formare persone che siano sempre migliori di noi. E, nonostante il buio, che a volte ci coglie impreparati e ci fa sbattere la testa contro i mille ostacoli che possiamo incontrare, continuare ad impegnarci per creare dei piccoli guerrieri della luce.
"Un guerriero accetta la sconfitta. Non la tratta con indifferenza, non tenta di trasformarla in vittoria. Egli è amareggiato dal dolore della perdita, soffre all'indifferenza. Dopo aver passato tutto ciò, si lecca le ferite e ricomincia tutto di nuovo: un guerriero sa che la guerra è fatta di molte battaglie: egli va avanti." Paulo Coelho
(Penso che, d'ora in poi, her.etico parlerà solo attraverso novelle.
Ora mi voglio cullare nel privilegio di aver superato un terremoto e di avere comunque vissuto un'esperienza speciale...nel bene e nel male.)
Au revoir da her.etico
ps. Care amiche maestre come vedete nutro grandi aspettative nei vostri confronti ;-) Cri