domenica 3 novembre 2013

Semplicemente sceglie

"Non so come e quando accada. 
So che ad un certo punto smetti di arrabbiarti. Semplicemente depenni, dentro di te, in maniera naturale. Riesci a dare un valore; alle parole, alle persone, agli avvenimenti, ai problemi, in base alla tua bilancia. Che, giusta o sbagliata che sia, è pur sempre la tua preziosa bilancia. 
A quel punto senti di aver fatto un grande passo e di aver messo nella valigia vecchia tante cianfrusaglie della mente che andavano a condizionare il percorso lieve dell'anima. Che non si arrabbia mai. Semplicemente sceglie."

her.etico





Non so se capita anche a voi di avere una strana frenesia alle gambe. Qualche cosa che pare abbia a che fare con la circolazione del sangue. A me viene ormai ogni volta che vedo o sento qualche cosa che mi infastidisce. E credo sia dovuta al fatto che non ho più voglia di arrabbiarmi nel cuore e tutta l'energia mi scende nelle gambe.
Non ho più voglia di arrabbiarmi perché vorrei essere nella condizione della scelta. Ovvero: se qualche cosa non la reggi più, cambiala. Scegli altro. Ma questo è davvero difficile.
Sono da tempo nella fase della disillusione patriottica. Quella in cui pensi che nulla mai potrà cambiare seriamente. Di fronte a certe nefandezze umane, vorresti continuare ad ironizzare, come facevi tempo prima, ma ti viene solo da vomitare. E allora inconsciamente depenni.
Non si sta bene. Pare di vivere in una sorta di "terra di mezzo" dalla quale non riesci ad uscire. 
Diventi bravo a mantenere l'equilibrio sulla tavola da surf. A cavalcare le onde, sperando che non arrivi quella anomala che ti ribalta.
Ci sono giorni nei quali mi sembra di vivere nel Paese più stupido del mondo e non so cosa fare per modificare questa realtà. Sono stanca di brontolare. Stanca di riderne. Stanca di ascoltare. 
Allora mi viene la frenesia. Alle gambe.
(Mi viene anche quando apro il profilo Facebook e trovo 40 notifiche nelle quali mi hanno aggiunto a gruppi di ogni genere e devo perdere tempo per abbandonarli uno ad uno.) 
A volte penso che l'Italia "che conta" sia "immanicabile" nel DNA. Democristiana nel midollo. Bigotta per genetica. Conservatrice per comodo e supponente per vizio. Vecchia anche quando è giovane. Destinata a rimanere ferma. Perennemente nelle mani di incompetenti o di prepotenti. O di primedonne. Ma, soprattutto, circondata da opportunisti. Che contribuiscono a peggiorare ulteriormente e drammaticamente la situazione. Quelli che non hanno queste caratteristiche vengono lentamente estromessi. Messi da parte. In condizione di non nuocere al sistema.
Se potessimo spiare tutte le loro telefonate credo che la metà sarebbero legate alla parola "favore" e l'altra metà, ho la netta sensazione, sarebbe rivolta a cercare modi per raggirarci. 
A volte mi pare che tutti vogliano raggirarci. Che tutti vogliano vendere qualche cosa. Che siano beni materiali o modi di essere. O di apparire. Anche nel web non capisco più dove stia il vero e dove il falso. Mi sembra di vedere tanti micromondi che non riescono a mettersi in connessione tra loro. Mi capita di leggere scritti di persone che pare vivano davvero in un mondo diverso. Fatto di regole per diventare qualcosa o qualcuno in un Paese dove in realtà non ci sono regole e le pari opportunità sembra siano state inventate da chi voleva lavarsi la coscienza. (Che se io dovessi essere carcerata non saprei proprio a chi telefonare.)
(Ma come sono quei blog che ti insegnano ad essere "donna di successo"? O a trovare un lavoro in dieci mosse? Ma perchè dobbiamo sempre parlare al prossimo come si parla ad un mentecatto?)
Perché vedete, io mi confondo. C'è un mondo che mi appare sempre in crescita e positivo e poi, ogni giorno, parlo con persone in difficoltà, vedo aziende che tirano a campare, gente che non riesce a vedere un futuro. E allora penso che, forse, vivo in un posto di confine. Dove non arrivano i sogni.
Non mi piacciono più i venditori di sogni.  
Mi dispiace tanto dire queste cose. Ma non ne ho più voglia. Vorrei davvero uscire da questa "terra di mezzo" che stiamo diventando. Dove scegliere è diventato un lusso. 
E non posso stare seduta perché ho la frenesia nelle gambe.
E una gran voglia di scegliere e di camminare.
Credo sia la mia condanna. Quella di cercare sempre il giorno perfetto.
Forse dovrei smettere di cercarlo. Dovrei semplicemente sceglierlo.

Perdonate la reprimenda. ;-)
Per ora scelgo una marinara e una birra media.
C'è una parte di me, quella che seduta batte i piedi, resiste e sorride, che è profondamente italiana. Da commedia.
Lo so. E non me ne vanto.
Domani è un altro giorno. Prometto che sarò più positivo.
O propositivo.
O deciso.
O incisivo.
O preciso.
O conciso.
Alla prossima telefonata.

her.etico










3 commenti:

  1. Quante scelte ci hanno rubato ...

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  2. Carissima, quante cose si potrebbero dire (e tu ne hai scritte tante) le considero non verità assolute ma in gran parte mi ci rispecchio, le ho assimilate dentro di me, molte fanno parte del mio DNA e vorrei risponderti con una massima (perchè poi massima?) di Paulo Coelho: Voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri.

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  3. Grazie. A volte mi sento solo.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...