sabato 11 maggio 2013

Donne che "odiano" le donne

"Ho imparato che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doversele mangiare."
Paulo Coelho

Capita ai miei occhi occhialuti  di vedere e constatare che a volte le donne "odiano" le donne.
Basta un input, un amo gettato (anche da un uomo) che sono pronte ad abboccare e a scagliare le loro pietruzze su altre donne.




Che peccato....
Si comincia a sbuffare, sbuffare come ciminiere, producendo nient'altro che fumo. Fumo ciarliero che a nulla serve se non a intossicare l'animo di chi lo produce e di chi lo respira.
Credo ci sia uno strano meccanismo di autocombustione. Spesso ci si infiamma (e si infiamma) per piccole cose, che nella maggior parte dei casi (mi attento a dire) sono carburate da sciocchezze. Un'invidia "piccolina".
Che non porta a nulla.

I temi in genere, nella vita come sui social network, sono sempre più o meno legati agli stereotipi classici. Le donne belle che non hanno cervello, le donne appariscenti che dovrebbero nascondersi, quelle che trascurano i figli per la carriera, quelle che trascurano la carriera per i figli, quelle che usano gli attributi per far carriera e via dicendo...
Credo che la "guerra" tra donne, che ha origini lontane (l'ho visto nei film), sia una guerra senza vincitori ma solo vinti. A farne le spese, sempre noi.
Forse l'unico vincitore è lo stereotipo della gallina. Che in fondo non cerca altro che avere l'attenzione del gallo. Ecco sì, lui ne esce "vittorioso".
(Per modo di dire.)

Mi piacciono le donne che non hanno timore di mostrarsi per come sono. Coi tacchi, senza tacchi, nude o vestite. Belle e brutte. Quelle che parlano senza ipocrisia. Quelle che non perdono tempo a criticare altre donne. Forse perchè non hanno necessità di paragonarsi a nessuna. E di dimostrare. O prevaricare.
Quelle che si fanno la strada loro. Mi piacciono e le ammiro.

Mea culpa. In questo post ho criticato altre donne.
L'ho fatto perchè le prime "guerre" cominciano in prima elementare, le prime critiche, i pettegolezzi, le malizie. Il grasso, il magro, i capelli, il vestito.
Poi, oggi, si arriva a 10 anni sul web.
E pare che le bullette del web siano spietate. Con questo mezzo, quello che prima era uno sputtanamento localizzato, può diventare un incubo per una ragazzina.
Ci si "associa" contro la prescelta. Si innesca una solidarietà della mala-ironia.
Facebook sa diventare un'arma micidiale. Attraverso un copia e incolla della vita altrui, le fotografie  prendono autostrade dalle quali a volte è complicato uscire.
E il problema, non è tanto il fatto che tutti vedono, quanto il fatto che tutti interpretano. :-)
In ogni senso.

Ognuno vede ciò che vuol vedere

Ognuno sente quel che vuol sentire

Ognuno legge ciò che vuol leggere

Poi mescola a modo gli ingredienti

e ne esce una bella

o una brutta

interpretazione su misura:

unità di misura "me stesso".


Quello che dovrebbe essere principalmente un mezzo di comunicazione e confronto,  di socializzazione e condivisione, mi pare che stia diventando sempre più il "non luogo" dell'oblio dell'IO. Positivo? Negativo? Non lo so. (Che frase poco armonica.)

Come al solito ho divagato. Prima o poi imparerò a stare sul pezzo. Parlavo di donne...
....che "odiano" le donne. 
(Tra virgolette perché l'odio credo sia un'altra cosa, ma ho copiato da Stieg Larsson. Da "Uomini che odiano le donne".)
Parlavo di donne che "odiano" le donne perchè questo è solamente un lato della medaglia. Il lato probabilmente più "innocuo". Ma fa parte anche questo di una cultura che non riesce a fare un salto di qualità. Credo.

Poi ci sono le storie pesanti. Nelle quali la solidarietà tra donne sarebbe a volte risolutoria o almeno confortante. Ma spesso non c'è giudice più severo di una donna che giudica un'altra donna. 
Madre, sorella, figlia, amica o nemica che sia. 

Poi ci sono le storie tue. :-)
Le storie tue, sono quelle che puoi conoscere solo attraverso la conoscenza reale della vita delle persone. Condividendo un pezzetto di viaggio con loro. 
Tutto il resto credo sia fumo di ciminiera.
Il mondo è strapieno di persone speciali. 
Di donne speciali.
E io sono molto fortunata. Ne conosco bene alcune e loro conoscono bene me. 



Come sempre parlo a me medesima. O il mio spirito mi parla.
Come sempre non ho nessuna autorevolezza.
Ho solo i miei pensieri.
Giusti, sbagliati, confusi, miei.
Vado che Raphael Gualazzi mi aspetta a Bologna.
her.etico





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