venerdì 5 aprile 2013

La scatola vuota



Bilancio:

Ieri tre cose belle...anzi quattro
Una bruttina (ma da scrollata di spalle).
Oggi sole soleggiatissimo. Da sorriso nonostante.
Non so
A voi capita mai di sentirvi scatole vuote?
A me capita. E sono i momenti nei quali mi sento peggio
Perchè mi sembra di non aver nulla da offrire, da dare e da dire
Poi mi passa...
La scatola è un contenitore
E deve contenere
Importante è sapere mettere dentro i giusti articoli
La scatola non ha mani, da sola non si riempie
Gli articoli li trovi viaggiando
a te la scelta
Il coperchio meglio ci sia o non ci sia?
Non so
Scatola vuota
l'oggetto più triste o più felice
Scatola piena
troppo esposta al rischio di rovesciare il contenuto
C.C.

Ogni tanto quella che mi ospita nel suo corpo si perde. Quel giorno si sentiva una scatola vuota e ha scritto una filastrocca. Desse più retta a me si eviterebbe un sacco di paranoie e di filastrocche.
E invece mi lascia qua..."tutto il resto è noia" e io che faccio? Osservo e penso.
Ho osservato la filastrocca. Vi ho osservato.
Mi sono osservato. Dovevo passare il tempo, per un mese mi hanno segregato...
Ho osservato anche alcuni chicos.
Mi sono interrogato su quello che trasmetteremo alle nuove generazioni e ho pensato che forse non abbiamo un granché da offrire. Che all'apparenza sembriamo molto concentrati sui beni materiali o sulle regoline sociali.
Mi spiego...
Mi pare che, in molti casi, non riusciamo a consigliare loro delle "strategie di vita" che siano realmente nostre, scaturite da esperienze nostre. Che non siano catechismi o dottrine.
Mi pare che. in molte occasioni, fatichiamo a condividere con loro la...
...posso dire "vita vissuta"? O è una parola troppo grossa per questi tempi?
Mi rispiego...
Affettività, sessualità, sensi, sentimenti, emozioni, valori e significati. ("son sentimenti di contrabbando")

Io ho una mia ipotesi. Anzi quattro.
Forse in merito agli argomenti sopracitati abbiamo le idee confuse.
E poco tempo per riordinarle. O troppo pudore.
O non attribuiamo a questi elementi il giusto valore. E come possiamo condividere e trasmettere ciò che non ci è chiaro o, nella peggiore delle ipotesi, a cui diamo poco valore? Missione impossibile!
Ma, mi chiedo, in questo caso, il ruolo di adulto, non si riduce a  colui che procura euro, cibo, abbigliamento, tecnologia, passaggi in auto, visite specialistiche? Che partecipa a riunioni e colloqui? Che lava, stira, cucina? Che interroga e si inalbera per svariati motivi che sono quasi sempre dettati da un ipotetico bene universale? (Certo che con tutti questi impegni rimane poco tempo e poca voglia di fare anche i poeti e i filosofi...)
Mi sto già confondendo...
Provo a spiegarmi ancora meglio.
Concedetemi una breve riflessione che riguarda il cibo. Il cibo pare che per molti sia ancora un cardine sul quale basare la classifica del buon genitore. Una "brava cuoca" pare sia anche una buona madre. Un bel frigorifero pieno pare sia sintomo di famiglia sana. In realtà, da statistica, mangiamo troppo, non abbiamo ancora ben chiaro cosa sia l'educazione alimentare e, senza statistica, una pancia piena non sempre corrisponde ad un' anima serena.
Forse sarebbe opportuno dedicare più tempo ad altro. Per esempio alla comunicazione.
Comunicazione che è sempre più spesso limitata a domande banali che riguardano la scuola.
Già, la scuola. (Rientra in classifica anche lo stereotipo "figlio che va bene a scuola" uguale a "bravo genitore".)
Per farla breve, il dialogo, secondo me, spesso rimane in superficie. Se poi ci infiliamo dentro anche Google, Facebook, Twitter e Ruzzle, (tutti diritti sacrosanti), addio superficie!
Che poi...
...forse non è neppure una questione di dialogo.
Credo sia più una questione di "trasmissione esemplare".
Io penso che un adulto che abbia ideali, sogni, che nella vita abbia passioni ed impegni sociali, che ami la musica, la lettura, che abbia esperienze di vita che non siano strettamente relegate al lavoro o al periodo adolescenziale, che sia aperto al mondo, alla conoscenza e alle conoscenze, trasmetta il suo essere attivo e positivo (e onesto, non dimentichiamolo), anche senza parlare troppo.
Trasmette quella particolare essenza importantissima ed empirica che determina la stima. Che si tramuta in fiducia. E la fiducia si sa, attira il dialogo.
Anche in questo caso... è sempre questione di energia.
Energia, che se non alimentiamo ci è impossibile trasmettere.
Io ci penserò.
Il rischio, è quello di crescere scatole vuote.
Scatole che, essendo vuote, possono essere facilmente riempite da articoli futili o taroccati.
Non originali.
Scatole che, essendo abituate ad essere vuote, non possono rendersi conto di esserlo ed attivare quei meccanismi dell'anima che ti portano a cercare il nutrimento interiore, quello che determina la bellezza e la ricchezza delle persone. O il nutrimento che viene dall'esterno, quello che è il vivere conoscendo e imparando.
Il rimedio, non credo sia indottrinare secondo canoni prestampati e mettere il coperchio alla scatola sperando di aver fatto un buon lavoro di chiusura.
Il coperchio, per fortuna, prima o poi si apre.



Scrivendo mi è venuta in mente questa cosa...
Forse ognuno di noi ha nel cassetto dei ricordi un bel tenebroso. Quello che in discoteca si metteva in un angolo e passava le ore a fumare e ad osservare. Nella fantasia altrui quel silenzio suscitava mistero, gli passavi accanto affascinata.
Chissà quali tormenti, chissà quali profondi pensieri si aggirano nella sua testa?
Teoricamente avresti potuto innamorarti di lui, ma lo vedevi così irraggiungibile, così immensamente più intenso di te, che covavi la certezza di non aver nulla di interessante da offrigli.
 A distanza di anni, un bel tenebroso si confessò e disse:
" Io non parlavo perchè non avevo proprio nulla da dire. Non pensavo a niente. Ero solo una scatola vuota. Senza nessun interesse e senza nessuna voglia di interessarmi a qualcosa. Dalla mia bocca non potevano uscire altro che banalità."

Finchè c'è vita c'è speranza e non è mai troppo tardi per mettersi alla ricerca di articoli di qualità con i quali iniziare a riempire la scatola.

Nota negativa:
Come sempre c'è anche il rovescio della medaglia.
Il rischio c'è.
Che le scatole troppo piene possano rovesciarsi, disperdere il contenuto e ritrovarsi vuote nel vuoto è risaputo.
Ma anche questo fa parte della vita.

"Piangevo perché non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza i piedi."
Jim Morrison


Che confusione che ho fatto anche stasera...
Per chiarimenti e informazioni o per segnalare errori notturni telefonare al numero verde 478960483759027485997584983 o lasciare un commento.

P. S. Stiamo procedendo benino con il progetto letterario.
La notte porta silenzio e consiglio.
her sogni
her.etico












6 commenti:

  1. Ma quanto mi piace quello che scrivi! Fare dei commenti rischierei di essere troppo banale. Un caro saluto!

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    1. Grazie Gasista!
      Sono certa che i tuoi commenti non sarebbero banali...
      Un caro saluto! :-)

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  2. "Io penso che un adulto che abbia ideali, sogni, che nella vita abbia passioni ed impegni sociali, che ami la musica, la lettura, che abbia esperienze di vita che non siano strettamente relegate al lavoro o al periodo adolescenziale, che sia aperto al mondo, alla conoscenza e alle conoscenze, trasmetta il suo essere attivo e positivo (e onesto, non dimentichiamolo), anche senza parlare troppo."

    Quoto al 100%, mi ritrovo molto in questa descrizione, e credo che funzioni davvero.

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    1. Procedendo nel cammino ci si rende conto di quanto fosse facile aver a che fare con dei bambini piccoli. Faticoso ma semplice.
      Più crescono più la difficoltà non sta nell'essere genitore, ma nell'essere prima di tutto donne e uomini. Disposti a relazionarsi con altre donne ed altri uomini.
      Ciao Max. E grazie.

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  3. Una scatola vuota... capita spesso di sentirsi in questo modo... ma appunto, la scatola è un contenitore; e c'è qualcosa che va messo dentro di lei...

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    1. Già, abbiamo la grande opportunità di poterla riempire con tanti diversi articoli. Sarebbe un vero spreco non approfittarne.
      Grazie Giuseppe.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...