mercoledì 10 aprile 2013

Là dove c'era l'erba ora c'è...



Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.


Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.


Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee.


Vi è soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.

C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto

se la finestra si aprisse,
che mai è quello che si vede quando la finestra si apre.


Fernando Pessoa

                                   

Esco poco. Esco solo per necessità. Oppure esco per allontanarmi.
Mi è difficile spiegare il perché anche se il perché è facile.
Quello che c'è fuori non mi piace. Non mi stimola ad uscire.
Lo sapevo in Giugno e lo so ancora oggi.

Quando siamo venuti a vivere in questa casa, sei anni fa, nella pianta del quartiere era pervisto un parco.
Ora in quel verde stanno costruendo un centro commerciale di container e una grande struttura che, se ho ben capito, diventerà un centro polivalente. Pare sarà il "nuovo cuore pulsante" del paese. Una sorta di trapianto insomma...
Giro l'angolo, e in un altro posto, dove c'era un prato, mi trovo di fronte il quartiere delle "case". Il quartiere delle abitazioni container che ospitano tutti coloro che la casa l'hanno persa. e ora ne hanno una che pare sia "grazia ricevuta".
Poi giro l'angolo ancora e, al posto di un altro prato, vedo un mastodontico blocco di cemento che, se ho ben capito, sarà il magazzino comunale. (Ma quanti scuolabus abbiamo in questo paese?)
La chiesa del Mulino è ancora circondata da montagne di pietre.
Piccola Celeste mi stringe forte la mano ogni volta che le passiamo accanto.
Aspetto una primavera che fatica ad arrivare, consapevole che le belle vie di campagna da "giro prima di cena in bicicletta", sono un susseguirsi di ruderi.
Leggo sulla Gazzetta di Modena che per la ricostruzione della Rocca ci vogliono 15 milioni di euro. Per il teatro 7 milioni.
Il nostro centro storico è andato. Punto. Il provvisorio farà parte del nostro futuro.
Correggetemi se sbaglio.

Non sto incolpando nessuno perché nessuno ha colpe e non sono certo nelle condizioni di poter dire che si poteva fare meglio o peggio. Non sono nessuno. Non ho competenze in merito.
Non sono brava. Non partecipo alle riunioni per la ricostruzione e, non me ne vogliate, ma de "La chiesa che vorrei" non me ne può fregare di meno. (Qualche Dio mi perdonerà se le preghiere mi vengono meglio in solitudine.)
Non riesco ad entusiasmarmi per un "Magico carnevale" che già trovavo triste prima. Ora, se mi posso permettere, lo trovo inaffrontabile. Certo sarà molto suggestivo tra le rovine e sicuramente usciranno fotografie bellissime dagli obiettivi dei fotografi. Ma sarà un'ulteriore testimonianza della decadenza di un paesaggio culturale. E ne ho abbastanza di immagini di questo tipo. Si vede che sono poco sensibile all'arte.
Non so se siamo stati abbandonati dallo Stato, non me ne intendo di Stato perché vivo in Italia. E sono talmente abituata all'abbandono che mi sembra una cosa normale.
Non so se in un altro Stato sarebbe stato diverso. Ma mi piace pensare di sì.
Pochi giorni fa abbiamo ricordato L'Aquila, che ormai si ricorda solo il 6 Aprile e che dopo 4 anni è ancora terremotata.
Il 20 Maggio (è stato il 20 Maggio?) sarà la nostra giornata e ci ricorderanno per un giorno.
WOW!!! Facebook si riempirà di post dedicati a noi e noi saremo ancora terremotati.
(In fondo sono così noiosi i terremotati che annoiano anche me.)
Dei problemi reali di questo posto si parlerà poco. Ad esempio della botta che ha subito il commercio in questi luoghi. O l'artigianato. Dell'aumento delle patologie depressive. Delle centinaia di persone che sono invecchiate di colpo. E non riescono più a recuperare energia. Sopravvivono.
Dispiace, ma sono capitati male, perchè c'è tanto, troppo altro da risolvere in Italia. Milioni di problemi che vengono prima di loro. Perchè è tutta terremotata questa penisola. Tutta da ricostruire. Nelle teste. Pensiero dopo pensiero. Azione dopo azione.

Sappiate, non è tanto il container che turba, forse è più la mancanza di armonia con l'esterno. Ma né più né meno che in una periferia industriale. Quando piove.
E sempre piove.
Non sono triste. Per niente.
Magari un po' rassegnata.
Mi faccio le mie cose.
Penso ai miei progetti di lavoro.
Cerco, ogni volta che mi è possibile, di portare i ragazzi (e me stessa) a vedere il "mondo fuori". Perché voglio che diventino "capricciosi" come me.
Cerco le mie poesie.
Scrivo i miei post e il mio libro.
Vado in palestra (poco) e al corso di teatro.
Mi diverto.
Forse non mi sono mai sentita tanto libera di sentirmi leggera.
E di dire ciò che penso.

Sto benone, ma credo, neanche troppo inconsciamente, di avere un unico egoistico obiettivo.


"Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti"
dalla locandina del film "Pina" di Wim Wenders
E questo vale per tutti. L'essere umano ha una immensa risorsa, quella dell'immaginazione. Che a volte è l'anticamera di una realtà migliore. Per i "capricciosi".
Hasta la vista, siempre!
her.etico

7 commenti:

  1. Dentro di noi si trova il fuori migliore ... e non si sa mai che si riesca pure a realizzarlo.

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  2. Come già ti ho scritto e mi ripeto ti leggo appena posso, mi piace la tua dialettica, insomma le cose scrivi i concetti che esprimi, li leggo e rileggo cerco parole nascoste fra le righe e poi elaboro la mia opinione (che non sempre collima con il tuo pensiero), ed è di questo post che volevo dire la mia, parto con il dirti che rispetto la tu her etica persona, ma certi passaggi non li condivido, intanto trovo questo post molto triste e rassegnato (non ti conosco appieno) ma ho sempre visto in te (leggendoti) una persona carica di positività di energia da vendere, ora detto questo, capisco il tuo smarrimento so dove abiti e cosa sta avvenendo appena chiudi la porta di casa tua...poi ci sarà questo Magico che (come dici tu) riproporrà nella sua mestizia la ricorrenza naturale dopo un anno esatto, quello che abbiamo passato, io parteciperò a questo Magico l'ho fatto dal primo anno (ne sono passati 11) lo farò con il cuore carico di dolore sperando che le foto che fino ad ieri hanno incorniciato il nostro paese come un set cinematografico, ora avranno un valore ben più superiore, lo spero davvero, poi come dici tu la manifestazione già non ti piaceva prima figurati adesso...ti comprendo benissimo e vorrei che tu comprendessi me...vedi come siamo diversi ma her eticamente uguali, buona giornata a te...amica mia.

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  3. Ciao Gasista
    ti comprendo come comprendo tutti coloro che hanno amato il Magico fin dai primi anni. E aggiungo pure che comprendo coloro che hanno nel cuore la costruzione della chiesa.
    Il Magico forse, semplicemente, non lo capisco a fondo. Forse lo guardo con gli occhi di un bambino e ai miei bambini non è mai piaciuto. :-)
    Tutti voi che partecipate a questo evento siete ammirevoli e credo che per chi ama la fotografia sia un'occasione rara. Quest'anno unica.
    Però, a mio parere, non è un'evento solare. Non è qualcosa che ricarica le pile e di tirare fuori ancora malinconia non mi và. Ma non so come lo abbiate pensato e organizzato...sono pronta a cambiare idea. :-)
    Il post trasmette forse rassegnazione, ma è questo che sento e quando scrivo esce. Probabilmente mi manca anche quell'attaccamento al paese che ti permette di amarlo a prescindere o quella maturazione che è tanto utile ad accettare sempre col sorriso la realtà. Io ogni tanto sbotto. Sono "capricciosa"...lo so.
    Buona giornata a te amico mio. :-)

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  4. ok un po' di rassegnazione filtra....ma chi non la percepisce, soprattutto ora!!! anch'io guardo il nostro paese con occhio rassegnato, forse provo a viverlo un po' di più di her...ma ognuno con la sua personalità e, perché no, con la sua capacità di sopportazione.
    anche a me il Magico sta un po' stretto e lo dico senza polemica...ma decidere di farlo nella data "memoria" mi sembra veramente brutto. e potevo trovare un aggettivo migliore, ma brutto, per me, ci sta. quel giorno dovremmo stare in mesto silenzio...preferivo una fiaccolata o dei baskers. non è così che ridaremo visibilità ad un paese che comunque non è mai riuscito a decollare dal punto di vista dell'offerta culturale...
    e se prima vedere dei fotografi in giro per San Felice a fotografare quell'evento mi faceva sorridere, ma niente di più, ora mi fa male, e anche mentre lo scrivo mi "immagono" perché quest'anno non fotograferanno solo i "personaggi" del Magico, ma le nostre crepe, le nostre macerie. scusate mi sono dilungata, quello che volevo dire era che: NON SO SE SIA PIU' RASSEGNATO CHI STA A CASA DAL MAGICO CARNEVALE O, IN REALTA', CHI CI VA!! Simona

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    1. Io credo che esistano diverse forme di rassegnazione. La mia è assolutamente legata al prendere atto che, ciò che vedo ora, sarà per molti anni la realtà del paese.
      Non è una rassegnazione personale. Non mi sento terremotata dentro, anzi mi sento molto determinata e molto attiva mentalmente, forse come non mai.
      Diversa è la rassegnazione di chi vive questa condizione come sua. Sono le case e le cose ad essere rotte. Non noi. Noi siamo vivi. Per questo abbiamo bisogno di energia.
      Positiva. Non di riaprire ferite per nuotare dentro al lamento e all'autocommiserazione. Questo è il mio pensiero. Ma io sarei sempre in movida. :-) Quindi non faccio testo. :-)

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  5. E' tutto giusto e anche opinabile quello che ho letto sul tema del magico, credo davvero che non esista una posizione privilegiata da dove giudicare, affermare e così via, questa manifestazione è stata resuscitata per l'occasione, solo per commemorare un anno esatto dopo il terremoto, non ce ne saranno più altre. Fortemente voluto (per quest'anno credo) da Mario Lasalandra (regista e ideatore) a cui si deve tanto, per questa idea (a San Felice non c'è un idea che attecchisca) unica nel suo genere, comprendo (mi ripeto) che questa, porti tristezza e ripercorrerla nelle stesse (o quasi) strade crei per molti....disappunti, vediamola così: buskers, fiaccolate e altre cose sostituiranno egregiamente negli anni a venire le giornate a San Felice, io penso che questa manifestazione (di quest'anno), in una qualche maniera faccia conoscere attraverso le fotografie la nostra disperazione e che nelle stesse foto si veda che un popolo di persone non si rassegna e che ha voglia di fare e reagire, dopo è vero che la nostrà città è e sarà stravolta negli anni a venire, sono ormai 30 anni che recito nella compagnia dialettale di San Felice, con le nostre chiese, castello e altre strutture storiche è caduto pure il nostro teatro, fulcro determinante per la nostra attività, veder sorgere (nella discutibile modernità) quello che sarà il luogo di ritrovo per molte persone per tante iniziative, mi riempie di gioia, la nostra compagnia che bene o male ha fatto sorridere tante persone, avrà un motivo valido per continuare a far sorridere (o piangere mica siamo professionisti)ancora, cerco di trovare un buon motivo per essere positivo, spero ancora di mantenere il mio motto vivo ancora per tanto tempo e che è "Meglio far ridere che far piangere" Un caro saluto a Simona e....alla grande her.etica

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...