lunedì 22 ottobre 2012

Questo non è un Paese per Donne

Oggi sono andata a cercare delle statistiche. Volevo capire se, quello che accade in Italia è un evento statisticabile o un evento straordinario.
Ebbene si. E' straordinario.
E' un triste ed angosciante primato tutto italiano quello di vedersi affibbiata, in un documento ufficiale delle Nazioni Unite, la parola «femminicidio». Insieme al Messico. (Guarda caso). Ci sono rimasta male.

Signore italiane giovani e meno giovani
non possiamo non porci delle domande in merito a questo primato.
Non possiamo perchè è qualcosa che coinvolge tutte noi. Lo dobbiamo a noi stesse e alle nostre figlie.
Noi non possiamo accettare di poter avere paura degli uomini.
O aver paura che le nostre figlie possano incontrare qualcuno che per "amore" faccia loro del male.
E' una cosa che condiziona, consciamente o inconsciamente, troppo le nostre vite e il nostro "essere".
Non è umanamente accettabile.

Perchè? Perchè siamo diversi?
Vorrei davvero capire dove sta la differenza.

Se abbiamo questo triste primato ci dobbiamo chiedere dove sta la differenza tra un uomo italiano e un uomo francese. Dove sta la differenza tra una donna italiana e una donna svedese. Tra una coppia italiana e una coppia tedesca. Tra una famiglia italiana e una famiglia olandese. Tra la società italiana e la società norvegese.
Perchè non è un problema strettamente collegato alla sottocultura, ai bassifondi o all'ignoranza.
E' un problema strettamente collegato al modo di concepire l'amore, l'appartenenza, l'essere.

Vorrei capire se le donne italiane sono in qualche modo complici inconsapevoli di questa mancanza di rispetto e accettazione per ciò che sono. Per ciò che vogliono essere. O diventare.
Perchè sento che in fondissimo, l'evoluzione della dignità femminile, in questo Paese, non venga da troppi ben digerita.
Lo sento perchè nonostante il "maledetto primato" non leggo stupore negli occhi maschili.


In fondissimo le donne, in molti casi, si possiedono, non si amano.
In fondissimo per molti uomini l'importante è avere il controllo.
In fondissimo, ci portiamo dentro quella frase che può significare troppe cose. "Nel bene e nel male". Il contratto.
In realtà, l'amore non credo abbia nulla a che vedere con tutto questo.
L'Amore credo possa passare solo attraverso l'ammirazione, il valore, la crescita. L'opposto di ciò che molti uomini in fondissimo accettano in una donna. Ma l'Amore è poco controllabile. Richiede impegno. Richiede rispetto.
Ma non si può amare per dovere. Per pietà. Per contratto, regola o imposizione.
Non sono l'appartenza, lo stereotipo o il possesso che tutelano l'Amore.
Sono l'appartenenza, lo stereotipo, il possesso che alterano la lucidità. Non la passione.
Li chiamano ancora delitti passionali, ma credo che con la passione abbiano poco a che fare.

Molte violenze non vengono neppure denunciate. Per pudore, per vergogna. Capita ancora che la violenza domestica non venga percepita come reato. Neppure da chi la subisce.
Non vengono uccise le donne sottomesse, quelle che prendono le botte o si annullano imbottite di violenza psicologica. Vengono uccise quelle che lasciano, che combattono, che denunciano.
Molti uomini continuano a riempirsi la bocca della frase:
"Tu sei la mia donna".
Alterandone il significato.
La radicalizzano in maniera malevola. Non è intesa come:
"Tu per affinità, per valore ed energia sei perfetta per me".
E' intesa come:
"Tu mi appartieni, tu non puoi essere al di fuori di me, tu sei IO.
O IO o niente.
Tu sei niente."
E in tante sono convinte di questo.
E in tanti non sono consapevoli di volere, in fondissimo, solo questo. Il controllo assoluto. Ed ecco che nel momento della ribellione, della perdita, esplode la rabbia, che è sempre comunque violenza. Nei casi estremi la violenza diventa l'unica protagonista e fa danni irreversibili.

Il grande problema di questo Paese è che si crede un Paese avanzato e quindi ha la presunzione di non dover camminare. Ma un Paese che ride delle sue donne, che le vive ancora, in fondissimo, come appendici dell'uomo, che non le rispetta, è un Paese povero. Arretrato.

Mi dispiace care ragazze scrivere queste cose, ma, in fondissimo è anche a causa delle donne se questo non è un paese per donne. Di tutte quelle che dicono...
"...gli uomini sono fatti così. Bisogna avere pazienza."
E vivono crogiolandosi nel loro sacrificio.
E giudicano altre donne solo perchè non vivono come loro.
E si annullano, per diventare niente.
Ma non diventano niente...diventano esempi. Che col tempo diventano regole. Che diventano "normalità". E in fondissimo giustificano l'uomo che si sente vittima e diventa mostro.
Ma non lo sa nessuno.
Io sono molto "piccola" per affrontare un argomento tanto "grande" ma non posso fare a meno di farmi delle domande e di riflettere.
Credo sia indispensabile stupirsi ogni volta.
Si potrebbero riempire pagine nel tentativo di capire, perchè non si può liquidare la questione con un "Roba da matti". Credo sia molto di più e che abbia radici lontanissime.

Mi sono anche andata a rileggere i Dieci Comandamenti...

Non desiderare la donna d'altri.
Non desiderare la roba d'altri.

Mi sono chiesta il perchè la parola donna è seguita dalla parola roba.
Mi sono chiesta perchè non c'è tra i comandamenti:
Non desiderare l'uomo d'altri.
Non era contemplato che una donna potesse avere desideri o l'uomo è di se stesso e la donna è di qualcuno?

Questo è, come sempre, solamente il mio pensiero.
Buon pomeriggio  her.etico

8 commenti:

  1. Il nichilismo affama le vite di un senso impossibile da trovare, e le nutre di risentimento, da scatenare contro la vittima più debole. E in una cultura maschilista ed erotizzata come la nostra, la donna è la vittima sacrificale perfetta, per redimersi dal vuoto in cui galleggiamo.

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    1. Sai che non riesco a trovare un posto per la parola redenzione?

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  2. Anche io ho dedicato più di "qualche minuto" a riflettere su questo argomento angosciante.
    non ti nascondo che sentire "Samuele trovato morto in carcere" mi darebbe un profondo senso di sollievo.
    lo so, sto peccando profondamente, non tanto nei confronti dello spirito cristiano quanto piuttosto nei confronti delle innumerevoli storie di redenzione che la storia ci ha portato e che tengo nella mia personalissima cartella dal titolo "NO alla pena di morte".ma me ne strafotto.
    cosa ci vuoi fare... sono un tradizionalista e per me le donne "non si toccano nemmeno con un fiore".
    i numeri sono impietosi nel dire che stiamo scivolando verso un imbarbarimento piuttosto anacronistico tralaltro, se si pensa alla oramai totale emancipazione della donna e al progressivo incremento del numero di occasioni che un uomo ha al giorno d'oggi per conoscere e amare una persona, dell'altro sesso o del suo stesso.
    Credo sia proprio questo egoismo ad offuscare le menti più deboli e a farle vacillare verso un pericoloso baratro di possessione e crudeltà.
    Mentre sarebbe così facile e logico comprendere che amare una donna significa soprattutto lasciarla libera e consapevole.
    mi piacerebbe tanto conoscere Lucia - quella sfigurata all'ospedale e le altre centinaia - per spiegarle che gli uomini veri sono diversi. e che il sacrificio di sua sorella, magari, le permetterà di trovarne uno. quando, e se mai, le ferite del suo cuore saranno rimarginate.
    ma hai ragione, non c'è stupore nei miei occhi. c'è, piuttosto, una grande rabbia.

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    1. Penso vada bene anche la rabbia Fede. L'importante è non rimanere indifferenti. Ciao.

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  3. Aggiungerei anche che il controllo, in molti casi, è poi proiettato anche sui figli. Quando, in casi di separazione, l'uomo in questione perde definitivamente il controllo sulla donna, le vuole togliere anche l'unico ruolo che, in base ai suoi stereotipi, le era concesso, quello di madre. Per annullarla definitivamente. Le vittime assolute, in questo caso, sono i minori. E pensando al caso drammatico del bambino di Padova, mi viene da dire, poco protette e tutelate anche dallo Stato.
    Ovvio che bisognerebbe conoscere a fondo le questioni ma che in Italia l'affidamento condiviso o semplicemente il buon senso, non la facciano da padroni è un dato di fatto. Gira che ti rigira si torna sempre, a mio parere, a un problema culturale. Speriamo di evolverci e, che i nostri figli siano migliori di noi. Credo, come madre, di dover essere d'esempio. Spero di riuscire ad educare i miei figli maschi al rispetto e mia figlia alla tutela di se stessa. Sempre.

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  4. La radice del problema?
    Il cristianesimo.
    Pardon, la chiesa.
    Cazzata?
    Mi spiego meglio.

    L'oscurantismo, la repressione sessuale, vietare il preservativo, giudicare le abitudini sessuali delle donne, il concetto di peccato nell'utilizzo del corpo per godere se questo è messo in atto da parte di una donna, condannare l'aborto, contando settimane, giorni e ore se va bene o se va male dopo 36 o 48 ore.
    Devo andare avanti?
    La verginità come valore (solo quella femminile), la fornicazione come peccato mortale, concetto di atti impuri, peccato originale.
    Donne che se separate non trovavano più marito.
    Donne che non potevano entrare in chiesa.
    Donne coperte per senso del pudore.
    Donne col velo nero.
    Il sesso censurato, represso, soffocato, inquinato, sporcato, infangato, infettato. Dal concetto di peccato.
    Hanno spaccato ciò che era unito, in amore e sesso.
    Tralasciando la parte unica e unita: l'Eros.
    Hanno creato delle madonne. Degli ideali di madonne.
    E la pubblicità sfrutta questa repressione per vendere.
    Col suo esatto contrario.
    Pezzi di donne, culi e tette un tanto al chilo, fotogrammi rallentati in video musicali di orgie.
    Troie scollate e porche che bevono acqua minerale con le labbra socchiuse.
    Sospirando di piacere, sospirando promesse di paradisi in terra per l'uomo affamato di sesso.
    Innaturale anch'esso, l'uomo assetato di sesso.
    Non c'è Eros. Il sacro Eros.
    Solo sesso per il maschio. E amore per la femmina.
    Viviamo tra modelli impossibili da rispettare per l'uomo e per la donna.
    Condizionamenti inconsci e consci, reiterati e subdoli, familiari, sociali, televisivi,...
    La donna non è santa. Non è puttana.
    E' un 'essere umano ma è mistificato, soffocato, traviato e pervertito, dalla nascita fino alla morte.
    Al punto che questa creatura è sconosciuta perfino a se stessa.
    La donna è minata.
    E' resa insicura.
    Perché sente gli stessi desideri erotici degli uomini (quelli appagati, non quelli affamati dalla carenza di rapporti).
    Ma non può farlo sapere in giro.
    Non sta bene.
    Si prende la nomea di poco serie, di ragazze allegre, di troiette, di ragazze facili.
    Di troie e puttane.
    Se tutti ti danno addosso perché dici la tua opinione sincera, finisce che smetti di parlare. Se questa cosa te la dicono tutti, financo tua madre, tuo padre, tua nonna e tuo fratello: Ti adegui. Ti perdi.
    Fin qua, considerazioni androgine.

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  5. Da uomo dico questo.
    Tutto questo provoca il "serraggio" della gnocca.
    Che si unisce all'innaturale pompaggio della manifestazione della potenza erotica a cui gli uomini sono esposti. L'uomo deve scopare il più possibile per destare ammirazione.
    Il risultato è l'arrapamento eccessivo nel maschio.
    Un arrapamento innaturale.
    Che deriva più dalla tristezza e da un bisogno siringato che dall'istinto sessuale autentico (Eros).
    La carenza di femmine che la diano facile porta l'uomo a dover accettare convenzioni e sacrifici per ottenere la gnocca.
    Ma l'uomo non sta con un essere umano.
    La donna non è un essere umano.
    E' una proprietà.
    E' un essere inferiore.
    E' un essere debole, tutto complicato, che necessita di stupide e idiote cure e attenzioni, ma che risulta utile per pulire il cesso e i panni sporchi.
    Per cucinare e stirare. Per servire.
    Un trofeo che ci si deve guadagnare.
    E' mia, ho fatto ciò che si doveva, l'anello, i fiori e tutto il resto. Tutte le menate.
    Ho aspettato, ballando al ritmo della falsità sociale, per farmela dare.
    Per avere una moglie. Una serva.
    La donna è una cosa.
    Sono io che comando.
    Tu non puoi ribellarti.
    Non puoi svergognarmi.
    Non puoi salirmi in testa.
    Non puoi mancarmi di rispetto.
    Non puoi farmi fare la figura del senza palle.
    Non puoi portarmi via i miei figli.
    Sei il forno con cui io ho fatto i miei figli.
    Sei una troia.
    Stai zitta.
    Tu non te ne vai.
    Hai capito?
    Troia!
    Ti ammazzo. TI AMMAZZOOO !

    p.s.
    In un paese in cui il sesso non sia vincolato a tabu o "promozioni" sociali, sostanzialmente in un paese in cui si tromba senza troppe pippe, non esisteranno gli stupri. Il che è solo ideale, anche se esistono culture di interesse antropologico in cui c'è questo tipo di organizzazione sociale.
    Tanto più ci si avvicina a questo modello ideale, tanto più caleranno il numero degli stupri.

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  6. Scusa il ritardo Andrea. Ho visto ora i tuoi commenti. Non ho nulla da aggiungere. A tuo modo, oserei dire quasi teatrale, (e per me è un complimento) hai espresso forse quello che scatta davvero nella mente di questi esseri viventi privi di coscienza, scienza e conoscenza.
    Grazie.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...