venerdì 9 dicembre 2011

Il grande bluff

Siamo chiamati ad aver fede fin dalla nascita. Nei nostri genitori (inevitabilmente i primi a deluderci), in Babbo Natale, negli insegnanti, nelle figure religiose, negli amori, negli amici, nei medici, nei politici, e via dicendo.
Ho letto, (poi andrò a vedere dove), che la fede non è un sapere, ma un credere, un fidarti di qualcuno. Ciò non appaga l'intelletto e perciò esige una filosofia, esplicita o implicita che questa possa essere.
La fede quindi ha bisogno di parole.

Ora, io penso che tutto questo, sia il grande bluff della vita. Perchè ci espone a delusioni e a mortificazioni. E a volte all'inganno.
Ciò nonostante, continuo a pensare che, senza tutto questo, vivremmo nell'inettitudine assoluta.
Perché abbiamo bisogno di credere per fare. E se peschiamo nei nostri ricordi, i momenti più belli, sono quelli in cui abbiamo creduto forte, in qualcosa, in qualcuno, in un sogno, in un'idea, in noi.

Ieri nella caverna, immerso in una cornice di tristezza atavica, è venuto Babbo Natale.
Ho accompagnato Piccola Celeste, timidissima come sempre, al suo cospetto.
Lei, ha consegnato la sua letterina, con scritti dentro i suoi piccoli sogni e desideri.
Io ho consegnato virtualmente la mia.

" Caro Babbo Natale, vorrei tanto che tu mi portassi un po' di fede nell'umanità.
Bella impacchettata, con un bel fiocco rosso.
Questo è il mio unico desiderio. Perchè la sto perdendo."

Percorrendo la via principale, in mano il palloncino giallo con la scritta NO GAS, ho sentito la musica.
Dalla pista di pattinaggio sul ghiaccio che viene, un mese all'anno, a creare VITA nella caverna, arrivava il tunz tunz discotecaro. La mattina avevo pattinato anche io, volando sulle note di Heidi e del Caffè della Peppina.
Ho iniziato ad ammirarli, i pattinatori folli, le ragazze e i ragazzi, meraviglie della natura, puri e pieni di fede.
Guardavo i miei figli, quelli "grandi", che volteggiavano goffi e incerti attorno alle compagne di scuola.
E non ho resistito.
Ho aperto il mio pacchetto di Natale, in anticipo. Ho sfilato il mio fiocco rosso e ho strappato la carta, quasi con rabbia, perchè lo desideravo troppo.
Era strabordante di fede.

Tutta la mia fede è per loro, per i miei figli e per tutti questi piccoli uomini e piccole donne.

E mentre continuo, impavido, a non accettare di non avere più 15 anni, mi nutro della loro linfa infinita. Amandoli tutti. Smisuratamente. Ho fede solo in loro.
E continuerò a soffiare solo per loro.
Un lacrimante e fiducioso her.etico


                                           ...nient'altro ha importanza.

3 commenti:

  1. sono d'accordissimo con te. Bisogna crederci, bisogna resistere per loro. Ho tanti dubbi,tanti momenti di scoramento, ma non posso permettermi di mollare, di dire "non vado più a votare". Dobbiamo puntare in alto, creare momenti che consentano loro di avere un ampio respiro e sperare che la nostra fede possa aiutarli a trovare la loro "strada etica". soffia, her.etica, soffia...

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  2. Her.etico, solo ora ho trovato il tempo per leggere il tuo blog. E' curioso come assomigli al mio no? anche se poi i contenuti sono diversi, e come potrebbero non esserlo? è questo il bello. no?
    ma come non condividere questa frase: "E mentre continuo, impavido, a non accettare di non avere più 15 anni..."
    è per questo che abbiamo bisogno di un diario.
    per questo, e soprattutto per ricordare.
    il tuo sostegno è molto importante per me.
    grazie

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  3. In effetti anche io avevo notato la somiglianza tra il mio e il tuo blog.
    Caro Gnomo, come potrei non sostenerti.
    Io sostengo sempre i sognatori e gli spiriti liberi. Ci adattiamo e ci mascheriamo per sopravvivere ma lo Gnomo, come Her, avranno per sempre 15 anni.
    Ho anche un nuovo blog adesso. Bikiniamarantoblog. Trovi il link sulla mia bacheca. Ciao

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...