sabato 4 giugno 2011

LA PAURA DI UN'IDEA

Si avvicina la data dei referendum e su molti quotidiani ma soprattutto all’interno dei programmi di approfondimento trasmessi in prima serata sulle tv nazionali, a parte rare e notturne eccezioni, è in atto una vera e propria campagna di (dis)informazione funzionale a riabilitare il nucleare screditando le energie prodotte da fonti rinnovabili, attraverso monologhi e confronti nei quali chi argomenta a favore del nucleare non trova adeguato e qualificato contraddittorio. Ora non voglio annoiare nessuno con numeri e calcoli ma puntare dritto a quella che secondo me è la vera motivazione di tale mobilitazione mediatica, ovvero quella di contrastare pesantemente la formazione e la diffusione di un’altra idea di società e di sostenibilità del modello di crescita, in cui il piano energetico nazionale diventa anche il fattore e l’opportunità di sviluppo socio economico distribuito e condiviso da molti e non solo l’affare di pochi.
Allora ecco che spuntano personaggi dello spessore di Sgarbi, quello che fa il professore, il sopraintendente, il conduttore televisivo, il critico d’arte, il sindaco, l’assessore ed il deputato tutt’insieme, a pontificare sul fatto le centrali di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sono l’affare delle mafie, consumano il territorio, sono esteticamente brutte, uccidono gli uccelli, sono una truffa ai danni del popolo.
Illustri professori e scienziati in odore di Alzheimer dello spessore di Veronesi e Hack a dirci che noi, non loro, che saranno ultracentenari il giorno in cui (e se) entrerà in esercizio una centrale nucleare nel nostro Paese, non possiamo fare a meno della sicura ed affidabile energia atomica.
Il professor Battaglia a reti unificate, quello che a Chernobyl sono morte 34 persone, quello che a Fukushima è tutto sotto controllo, quello che si chiede il perché se Marte e Giove si surriscaldano per colpa del sole, sulla terra la colpa deve essere per forza dell'uomo, quello che dalla raccolta di rifiuti differenziata otteniamo cumuli di rifiuti differenziati, però ad un costo maggiore, consumando più energia, non otteniamo altro che sprecare tempo e denaro, quello del contatore Geiger nell’orologio, che ci viene ad indottrinare sul fatto che l’energia dal sole, dal vento e dall’acqua sono dieci volte più costose del nucleare, sono tecnicamente insostenibili perché producono energia in modo discontinuo, che le rinnovabili non possano fare massa critica e assicurare energia per una economia moderna, che i bambini deformi e malati di cancro ci sono dappertutto e nelle stesse proporzioni dell’Ucraina e della Bielorussia, che a Chernobyl sono matti a lasciare immotivatamente disabitato tutto il territorio intorno alla centrale, che il nucleare è una tecnologia matura e pronta ad andare sul mercato mentre le rinnovabili non lo sono.

Nessuno dirà mai che le rinnovabili al contrario producono un beneficio netto in termini di risparmio energetico perché producono energia in modo distribuito, maggiori introiti fiscali per lo stato, minori spese per le multe da pagarsi per il mancato raggiungimento delle quote di emissioni di CO2 in virtù dei parametri imposti dal protocollo di Kyoto.

Nessuno dirà mai che il fotovoltaico contribuisce ad abbassare il prezzo dell'elettricità al mercato elettrico nazionale nei momenti di massima richiesta, e quindi non solo non pesa sulle bollette ma le alleggerisce, come dimostrato da uno studio non superficiale ma rigoroso e approfondito del Centro Nazionale delle Ricerce di Firenze e dell’istituto Aspo Italia.
Nessuno dirà mai che quando c’è vento, l’energia elettrica costa meno, ce lo insegnano tutti i giorni la Germania e molti Paesi del nord Europa che vantano nelle proprie disponibilità parchi eolici ubicati offshore nei luoghi ove le ore di vento annue sono maggiori.
Nessuno dirà mai che l’italianissimo Prof. Rubbia ha brevettato una centrale solare termodinamica che grazie alla produzione di calore genera un volano termico tale da produrre energia elettrica dal sole 24 ore su 24 e quindi anche di notte quando il sole brilla agli antipodi. Gli spagnoli, che hanno accolto Rubbia, che hanno creduto ed investito sul suo progetto, lo sanno molto bene essendo diventati il Paese leader nel mondo in termini quantitativi di produzione di energia elettrica da questa fonte.
Nessuno verrà mai a raccontare che altri due italianissimi scienziati Andrea Rossi e Sergio Focardi, hanno inventato, realizzato e messo in funzione l’E-Catalizer un reattore a fusione fredda (a bassa temperatura e a bassa emissione). Non lo dirà mai nessuno perché non interessa a questo Governo; lo si verrà a sapere fra qualche anno quando prima i greci poi gli americani, che hanno accolto i nostri scienziati, hanno creduto ed investito nel progetto, molto probabilmente diventeranno Paesi leaders nel mondo in termini quantitativi di produzione di energia elettrica da questa fonte.
Ecco allora che andando a votare sì al referendum non si afferma semplicemente un no al nucleare ma soprattutto si sostiene la formazione di una formidabile ed inarrestabile idea di società in cui l’energia può essere prodotta secondo un modello distribuito, programmato, interattivo, democratico, favorendo la creazione di ricchezza diffusa e la crescita economica di tutti. Se non lo si fa ora, quando?
Grazie per lo spazio concessomi    Energ-etico

4 commenti:

  1. E nessuno parlerà o investirà in auto con motori completamente elettrici come la Tesla e che ci farebbe spendere circa 0,04 cent al chilometro. Un auto che vede nella sua perfezione il garage con tettoia fatta di specchi solari. A quel punto viaggeremo in modo pulito e a costo 0. Ma chi ne parlerà mai?

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  2. Vi invito ad ascoltare Jeremy Rifkin al link

    http://www.avoicomunicare.it/blogpost/jeremy-rifkin-e-il-futuro-0

    L'economista ha puntato molto sul ruolo
    dell'Italia nel cambiamento globale che dovrà forzatamente avvenire al più presto, per evitare l'estinzione non solo delle specie protette.

    "In Italia avete sole, vento, energia geotermica: avete tantissime fonti di rinnovabili ma non le sfruttate".

    Lo sfruttamento delle energie rinnovabili e la partecipazione collettiva alla condivisione dell'energia porteranno, secondo Rifkin, alla terza rivoluzione industriale.

    Una rivoluzione che Rifkin vede partire dall'Italia, dove già in passato ebbero origine grandi rivoluzioni, come quella rinascimentale.

    Il nostro futuro è in mano alle nuove generazioni, per le quali i concetti di condivisione e apertura sono già acquisiti grazie a internet e che
    dovranno essere in grado di applicare anche allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
    Siamo pronti a partecipare, nel nostro piccolo, a una società di energie condivise?

    Se la risposta è sì, il 12 GIUGNO ANDIAMO A VOTARE SI' AL REFERENDUM!!


    Energ-etico

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  3. La mia risposta è SI.

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  4. Toc Toc c'è qualcuno lì dentro che può illuminarmi anche riguardo il referendum sull'ACQUA? grazie Serena

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...