giovedì 14 aprile 2011

La virtù della vergogna


"La caratteristica della vergogna, come di altri sentimenti, è di essere un segnale. La capacità di provarla costituisce un fondamentale meccanismo di tutela della salute morale, allo stesso modo in cui il dolore fisiologico è un meccanismo che mira a garantire la salute fisica minacciata."
da "La manomissione delle Parole" Gianrico Carofiglio

Che brutta parola VERGOGNA!
 Siamo abituati a sentirla sempre rivolta verso l'altro, e sempre in maniera negativa, fin da bambini.
I bambini, gli unici che riescono ad usare questa parola rivolta verso se stessi.
 " MI VERGOGNO!".
 Credo di averlo sentito raramente uscire dalla bocca di un adulto. Pensare che i bambini si vergognano spesso, proprio a causa di un comportamento dei grandi, perchè, anche se non glielo hanno insegnato, percepiscono subito quando c'è qualcosa che non quadra.
Per VERGOGNA, non intendo il pudore, o l'imbarazzo, intendo un sentimento più "pesante", anche se mi è difficile spiegarlo a parole.
Per provare a capire il significato della parola VERGOGNA, come suggerisce Carofiglio nel libro sopra citato, ho cercato la parola che, dentro di me, significasse l'esatto contrario.
 Molto difficile...sul dizionario i contrari di VERGOGNA sono: svergognatezza, spudoratezza. onore, lustro, dignità.
 Ma io non mi ci ritrovo.
La parola che io sento come contraria a VERGOGNA è MENEFREGHISMO.
La VERGOGNA, che raramente ha a che fare con la colpa, perchè in genere chi ha molte colpe si vergogna poco, ha invece, spesso, a che fare con l'autostima, perchè, chi e costretto a vergognarsi molto per causa altrui, fa fatica a non compromettere questa parte così importante del carattere.
Se però, diamo una connotazione positiva alla VERGOGNA, ci rendiamo conto che ogni volta che ci siamo vergognati, siamo migliorati.
 Ogni volta che, vergognandoci, abbiamo capito che, noi, dovevamo essere diversi, abbiamo costruito un pezzettino della nostra etica.
 Ogni volta che siamo riusciti a vergognarci per un nostro errore, abbiamo assorbito l'errore e raramente ci capiterà di ripeterlo.
 Questa è etica.

Carofiglio nel suo saggio oltre a VERGOGNA analizza altre parole che sono: giustizia, ribellione, bellezza e scelta. Ho percepito queste parole come un percorso. Un percorso nel quale la VERGOGNA è la prima tappa.

Io penso che la VERGOGNA sia l'anticamera della responsabilità.
Io penso che nel momento in cui proviamo VERGOGNA, ci dissociamo automaticamente da qualcosa che riteniamo sbagliato. E questa è giustizia.
Io penso che non dobbiamo vergognarci di esprimere eticamente le nostre opinioni. In nessun contesto. E questa è ribellione.
Io penso che non dobbiamo vergognarci di vergognarci, perchè questo ci migliora dentro. E questa è bellezza.


Io mi vergogno del presidente del consiglio, dei suoi ministri, di fronte al mondo.
Io penso però che non possiamo continuare a perdere autostima a causa di altri.
In questo momento io sento che non posso più continuare a vergognarmi di fronte al mondo.
In questo momento mi sento che sono altri che si devono vergognare, altri che devono iniziare un percorso.
                                                      
Mi rivolgo a coloro che hanno legittimato con il loro voto questo governo che si è macchiato di un grave reato: VILIPENDIO al cittadino, disprezzandolo pubblicamente, da troppo tempo.
Mi rivolgo a tutti i parlamentari privi di coscienza che continuano ad appoggiare questo governo.

Il timore che ho, signori miei è che la VERGOGNA sia una virtù che non vi appartenga, come non appartiene ai vostri rappresentanti in parlamento e come, in assoluto, non appartiene a SILVIO BERLUSCONI.
E privi di questa virtù non è possibile iniziare nessun percorso.

" Il mare di dolore, passato e presente, ci circondava, ed il suo livello è salito di anno in anno fino quasi a sommergerci. Era inutile chiudere gli occhi o volgergli le spalle, perchè era tutto intorno, in ogni direzione fino all'orizzonte. Non ci era possibile, né abbiamo voluto, essere isole; i giusti fra noi, non più né meno numerosi che in qualsiasi altro gruppo umano, hanno provato rimorso, vergogna, dolore insomma, per la colpa che altri e non loro avevano commessa, ed in cui si sono sentiti coinvolti, perchè sentivano che quanto era avvenuto intorno a loro, ed in loro presenza, e in loro, era irrevocabile. Non avrebbe potuto essere lavato mai più; avrebbe dimostrato che l'uomo, il genere umano, noi insomma, eravamo potenzialmente capaci di costruire una mole infinita di dolore; e che il dolore è la sola forza che si crei dal nulla, senza spesa e senza fatica. Basta non vedere, non ascoltare, non fare."

da " La tregua" Primo Levi

Oggi 15 Aprile 2011, dopo aver visto e ascoltato voglio iniziare a fare. E questa è scelta. her-etico

"E' in atto un'epocale emergenza umanitaria: noi." Mangino Brioches

2 commenti:

  1. “La vergogna è un’emozione destabilizzante”, dice Carofiglio, probabilmente perché è l’emozione che più di tutte funge da “faro” per le nostre coscienze. E’ lo strumento più efficace dell’essere umano per mettersi “a nudo” e fare un sano esame di coscienza.

    Ma quando un adulto è capace di avere a che fare con “la propria vergogna” vuol dire che è disposto a mettersi in discussione, e questo presuppone un grande equilibrio personale, una struttura psicologica matura.

    Per raggiungere una struttura psicologica matura bisognerebbe che ogni individuo, fin da bambino, potesse incontrare adulti significativi capaci di “educare al senso della vergogna”. Adulti capaci di guidare i bambini nella lettura dei fatti (di solito ciò che accade a loro: litigi, controversie, birichinate, azioni sgarbate o garbate, slanci affettuosi, frustrazioni.... insomma LA VITA VISSUTA), senza essere GIUDICANTI, ma guidandoli all’ introspezione per educandoli alla “TRASPARENZA CON SE STESSI”, gestendo la frustrazione che ne potrebbe automaticamente scaturire. Una sana frustrazione (il senso di vergogna ) che non schiaccia l’individuo ma lo RISCATTA attraverso “ L’ASSUNZIONE DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’ ” (intesa come ammissione di colpa, scuse o cambiamento di atteggiamenti).

    Forse la nostra classe dirigente nell’infanzia non è mai stata educata al senso della vergogna......

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  2. ieri sera, intervistato da Daria Bignardi, Michele Serra ha detto che B. gli è antipatico. E non per questioni politiche, ma semplicemente perché, quando era un bambino (Serra), gli avevano insegnato a "non vantarsi". vantarsi, non sta bene.....
    Io penso che l'assoluta mancanza di modestia e l'arroganza (che di solito vanno a braccetto) siano il "migliore" antidoto che l'essere umano è riuscito a inventare per risultare "immune" al senso della vergogna.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...