martedì 19 aprile 2011

La ribellione etica

"[...] non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è d'obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perchè vengano cambiate". Don Lorenzo Milani



Se esistesse la figura dell'anarchico etico, e probabilmente esiste, dovremmo prenderlo tutti ad esempio, perchè sarebbe l'essere perfetto, ma credo sia un essere raro e in via di estinzione.
O si è già estinto?
Forse, però ... qualcuno gli assomiglia molto, ed è sicuramente uno sconosciuto.
Uno che in questa Italia non si mostra, che porta avanti la sua ribellione, non tanto allo Stato, ma tanto a questo Stato.
Io ne conosco uno. Abita vicino a me.
L'anarchico etico, ha le regole di giustizia dentro e potrebbe vivere serenamente senza che altri gli ricordino queste regole, ma siccome va oltre, sa che non tutti hanno le sue virtù e quindi accetta di buon grado i regolamenti comuni.
In quanto etico però non tollera le ingiustizie e di fronte ad esse si ribella, ma sempre in modo rispettoso e pacifico.
Lo considero il ribelle tra i ribelli. Intelligente a tal punto da riuscire sempre a non far pesare a nessuno il suo essere colto, il suo essere anarchico, il suo essere ribelle.

Io penso che, teoricamente ogni adulto degno di questo nome sia un ribelle, altrimenti vorrebbe dire che non è cresciuto, che non si è preso le sue responsabilità di donna o uomo.
Io penso che, praticamente, purtoppo non sia così. Il mondo è pieno di "adulti obbedienti" che, in realtà, dicono sempre SI per puro comodo, per ignoranza, per irresponsabilità. Oggi, in Italia, più che mai.

"[...]il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo nè davanti agli uomini nè davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto". Don Lorenzo Milani

L'obbedienza, la più subdola delle tentazioni.
La ribellione è dunque responsabilità, è etica della responsabilità.
La ribellione, in alcuni casi è l'unica via di scampo.
Nei luoghi dove il potere è delle mafie, disobbedire e ribellarsi per i giovani è l'unico modo per salvarsi.
Se vogliamo chiudere gli occhi, facciamolo, ma non raccontiamo le favole.
Fuori, nel mondo, ormai sono pochi a portare avanti il "giusto mezzo".

Ribellione quindi come giustizia, come garanzia, come tutela della libertà.

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