martedì 26 aprile 2011

I bagni pubblici di Camden Town


Londra   Aprile 2011
Non vorrei essere banale ed esterofilo e raccontare le solite cose...eviterò quindi di parlarvi dei meravigliosi e gratuiti musei, dove intere famiglie sedute dinanzi alle opere d'arte disegnano insieme. Dell'assoluta efficienza dei trasporti pubblici. Dei favolosi parchi, della percezione che tutto questo sia al servizio del cittadino e, nel mio caso, del turista. Della libertà di essere perchè non hai bisogno di apparire. Della diversità che è tutta uguaglianza, delle persone educate, dell'attenzione che una metropoli può avere nei confronti delle famiglie e dei bambini, della possibilità che viene data a chiunque di esprimere la sua arte. Del fatto che dopo diversi anni, tornando a Londra, con un età e una esperienza diversa ho percepito, oltre alla solita voglia di restarci, perchè qui sembra ci sia un posto per tutti, una sensazione nuova. Io ho respirato qualcosa che credo assomigli molto alla democrazia... no, non vi parlerò di questo perchè potrei risultare esagerato.
Vorrei parlarvi invece, di quando a Camden Town, nel suggestivo e immenso caos fatto di colori, di sapori, di odori di ogni parte del mondo, mia figlia mi ha detto: "Ho la cacca!"
In quel momento la mia mente è tornata a Roma, dove il disagio di cercare dei servizi pupplici discreti era notevole. Dove spesso gli sciaquoni erano rivoli d'acqua e le acrobazie per tenere i bambini sollevati dal wc erano circensi. Ma il ricordo è durato il tempo di un attimo. Come in un miraggio, nel centro di questa miriade di bancarelle e persone mi è apparsa una struttura, perfettamente integrata nel contesto, i bagni pubblici di Camden.
 Non uno, ma tanti, perfettamente puliti, dotati di tecnologia ultra moderna, con sciaquoni tsunami, lavabi caratteristici da cui usciva automaticamente acqua tiepida e phon asciuga mani con la potenza di un tornado. E lì ho capito che si può, che a volte le cose, se si rompono, basta aggiustarle, se si sporcano, basta pulirle, perchè quei bagni vengono utilizzati da migliaia di persone, di ogni provenienza, ogni santo giorno.
 E sono perfetti. E ci sono.

A Brick Lane abbiamo conosciuto un ragazzo di Livorno che fa il cameriere in un pub. E' a Londra da sei mesi e tra quindici giorni torna a casa.
" Sono venuto per migliorare l'inglese, sono migliorato tanto anche io." ci ha detto.
 "Qui ho capito che può essere diverso, basta volerlo.  Bisognerebbe far fare degli stage ai politici italiani, ma come cittadini comuni, senza privilegi, perchè capiscano le differenze."
Io penso che forse basterebbero anche 15 giorni da turista comune, visitando i luoghi, i parchi, i musei, girando in metropolitana. La differenza la cogli subito.
" Portate i vostri figli a Londra, spesso, non limitateli, devono uscire dall'Italia, soprattutto in questo momento, è importante che vedano che c'è un altro modo di vivere colui che considerate straniero. Qui c'è tutto il mondo. Non date per scontato che i vostri figli sappiano che possa esistere una società diversa. Non lo percepiamo neppure noi adulti spesso." ci ha detto la signora italiana che vive a Londra dal 1976.
Forse in questo periodo, qualunque luogo, che non fosse Italia, mi sarebbe sembrato fantastico. Forse il sole e il bel tempo mi hanno fatto sembrare tutto perfetto. Meglio così, significa che siamo stati molto bene.
Al ritorno, nella via ho incontrato Checco. Anche lui tornava da un viaggio. E' andato a trovare la nonna.
" Allora Checco, come è andata?" gli ho chiesto.
" Cosa? Il mio viaggio in Nord Africa?"
" Come in Nord Africa?"
E lui affranto mi ha detto:" Ma sai che anche a Salerno c'è pieno di spazzatura? Quella non è Italia!"
" E' Italia Checco, è Italia."

2 commenti:

  1. sono una sostenitrice dei viaggi all'estero in generale e quelle poche volte che navigo in internet virtualmente per l'italia i miei figli mi hanno detto "mamma non staremo mica in italia per le vacanze?".
    viaggiare all'estero è sempre una bella esperienza e non a caso i migliori scelgono di starci!
    (invidia)

    RispondiElimina
  2. Spesso mi domando come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto, in Italia. Dove, quando si è inceppato il meccanismo?
    Il nostro passato parla di grandi conquiste su tutte le coste del Mediterraneo su tre continenti. Nell'antichità per le strade di Roma camminavano egiziani, spagnoli, nord europei, israeliti.... e ad ogni popolo conquistato veniva concesso libertà di professare il proprio culto religioso e di parlare la propria lingua.... Più di duemila anni fa!
    Dove è andato a finire questo grande patrimonio di convivenza e di civiltà?

    RispondiElimina

La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...