giovedì 31 marzo 2011

SENSO UNICO

Conoscevo una bambina che veniva dal Sud.
Monica.
Monica aveva un fratello minore.
La sua mamma era morta e il suo papà, latitante, nel senso di ricercato dalla legge, si era risposato con una ragazza filippina. Ed era nato un altro fratello.
Questa bambina a 10 anni il pomeriggio lavorava nella macelleria dello zio e ci ha lasciato 4 dita.
Questa bambina a 13 anni era già fidanzata ufficialmente con un ragazzo della sua età, figlio di amici del padre, che guidava già la macchina e si comportava da uomo. Ricordo ancora il nome, Alfredo. Guidava questa BMW per le strade di Cannes con l'abilità di un pilota.
Monica accudiva i suoi fratelli meglio di una madre e la matrigna filippina le faceva fare di tutto in casa.
Monica dopo la terza media non ha continuato la scuola perchè alle donne non serve studiare.
Questa bambina diceva che la persona che più amava al mondo era suo padre. Aveva una adorazione tale per questo uomo che la rendeva completamente cieca e obbediente.
Non è una favola.
Per un destino comune ci siamo conosciute in Francia. Ma, alla fine di questi quattro giorni, io sono tornata in Emilia, lei a Caserta.
Può fare la differenza il posto dove ti capita di nascere e di crescere. In certi luoghi può fare la differenza anche il quartiere dove ti capita di vivere.
Uso il "ti capita" perchè un bambino non può decidere dove nascere.. E neanche da chi, e neppure come crescere.
Era il 1985, non l'ho mai più vista, ma ogni tanto mi torna in mente. Chissà se ha aperto gli occhi, chissa se sulla sua strada a SENSO UNICO ha incontrato una deviazione, qualcuno che le ha fatto cambiare direzione, che l'ha salvata.
 Lo spero ma non lo credo.
 Credo che, come da destino già deciso per lei, sia diventata la moglie di un camorrista.



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