mercoledì 16 marzo 2011

O SOLE MIO



Io penso che, vivere in Italia, non sia impossibile, non sia drammatico, ma sia assolutamente frustrante.
In questi giorni è frustrante sentire che son diventati tutti fisici nucleari.

Parlare ora, dei "nostri problemi", è molto difficile, perchè di fronte alle catastrofi, alle tragedie infinite, ci sentiamo comunque inermi e, diciamolo, anche un pò fortunati.
E' un po' come quando i miei figli si lamentano per delle sciocchezze e io "crudelmente" gli tiro fuori l'esempio dei bambini con malattie gravi, o di quelli che muoiono di fame.
Ma non è giusto. E' proprio perchè i temi sono fondamentali e mondiali che noi dobbiamo risolvere una volta per tutte i nostri "squallidi" problemi.
Il "mio amico" Pino Scotto, in un Database di qualche tempo fa, disse che, lui, non pensava che il 21 dicembre 2012, improvvisamente sarebbe finito il mondo, ma che tutte le catastrofi naturali degli ultimi tempi fossero comunque un segnale che qualcosa, sotto di noi, sta cambiando. Un po' più del solito.
D'altra parte, cosa è un secolo in confronto ad un era. La terra si muove, si sposta, cambia, da sempre.
L'aggravante è che oltre alla natura nell'ultimo secolo, ci ha messo lo "zampone" l'uomo.
Ma questo è il progresso.
Esiste un'etica del progresso?
Ce l'hanno sempre fatto credere, ma ho paura di no. Anzi NO.
Una cosa che mi fa male è che dobbiamo sempre aspettare le tragedie per affrontare in massa certi temi.
Un'altra cosa che mi fa male è che, mentre alcuni paesi stanno rivedendo "un pochino" certe posizioni e comunque sono molto più avanti di noi in fatto di energie alternative, la Prestigiacomo afferma: "la linea italiana rispetto al programma chiaramente non cambia".
Io non so come funziona una centrale nucleare.
Il nucleare non mi piace perchè per me è la bomba atomica e Chernobyl. PUNTO
Esperti mi diranno che, se fatto bene, è sicuro. Permettetemi un paragone forse infantile.
E' un po' come un uomo che possiede un arma, legalmente. Quando gli concedi l'autorizzazione, non puoi prevedere che ad un certo punto nel suo cervello avvenga un "terremoto" e si metta a sparare.
Ci sono fior di guardie giurate, e non solo, che hanno fatto delle stragi.
La natura non si può controllare.

Comunque visto che in questi giorni ognuno, competente o no dice la sua, dico la mia anche io. Spero che i miei  lettori non me ne vogliano.

In Italia siamo in grado di attuare e gestire il nucleare? Ma guardiamoci negli occhi.
L'unica cosa che mi consola è questa. Siamo bravi a parlare ma prima di arrivare alla pratica...
Non abbiamo nessuna competenza in materia.
Io penso che il sistema vada ripensato una volta per tutte, a livello mondiale.
Io penso che anche per questo, abbiamo davvero bisogno di persone serie e competenti.
Io penso che abbiamo dei ministri assolutamente incompetenti.
Io penso che la natura ci abbia fornito ciò di cui abbiamo bisogno, ma che non lo abbiamo saputo sfruttare.
Io penso che siamo già abbastanza avvelenati. In tutti i sensi.
Io penso che ciò che può essere una scelta conveniente non debba per forza essere una scelta obbligata.
Io penso che piuttosto che il nucleare preferisco pagare una bolletta alta.
Io vorrei veramente cambiare, rottamare, vorrei davvero che si lasciasse spazio a persone ATTUALI, attuali per pensiero, per attenzione, per competenza e per etica.
ATTUALI per il progresso reale. Ed etico. Che metta la tutela dell'ambiente e dell'uomo sopra ogni altra cosa.
Siamo circondati da ministri che non si capisce come possano essere stati investiti di una responsabilità così grande. Il problema è che gli permettiamo di legiferare. Guardate che è pazzesco.
E' frustrante vivere in Italia. Ti sembra che nulla possa mai cambiare.
La posta in gioco è talmente alta... e noi stiamo ancora combattendo con i sacchetti della spazzatura.
Basta, lo dico con sfinimento. E' ora di alzare il livello.
Stiamo qui a parlare di" giustizia", di bunga-bunga, di affittopoli varie, sempre delle solite minchiate che combinano i politicanti di turno.
Io non sopporto più neppure la satira.
Che piccola e squallida Italia quella che ci rappresenta.


Ps. Mi raccomando il referendum.

11 commenti:

  1. Questa mattina volevo postare su facebook un augurio per questa data simbolica di compleanno della nostra nazione unita.
    Solo che ogni volta che iniziavo una frase, partivo con “nonostante i nostri difetti”, o “nonostante il momento poco dignitoso”… quindi ho lasciato perdere.
    Sia chiaro, io amo l’Italia. Sono fiera di essere italiana e non cambierei la mia patria con nessun’altra.
    Però mi ritrovo molto con quello che hai scritto, Her-Etico.
    Sono frustrata.
    Perché non so cosa fare, perché vorrei cambiare le cose, ma penso che il popolo italiano non sia un popolo da rivoluzioni. E io stessa, se penso a una rivoluzione (ipotesi remotissima) non mi ci vedo a mettere a repentaglio la mia vita in mezzo ad una strada per urlare che così non va. E mi vergogno di questo.
    Non so quanto di questo dipenda dalla nostra storia di divisione. Non so perché ad un certo punto il luogo più ricco e fiorente di cultura, guardato come esempio da tutto il resto dell’Europa, sia diventato quello che è adesso.
    So solo che anche io mi sento frustrata, eternamente frustrata.
    Non voglio fare la donna di mondo, ma sono in Inghilterra da due settimane e vedere queste persone così simili a noi per radici e cultura generica ma così totalmente diverse mi ha fatto frustrare ancora di più.
    Sono anche le piccole cose che fanno la differenza.
    Qui giri per le strade e nessuno ti fischia dietro.
    Entri nei negozi e ti salutano, ti lasciano girare anche se non compri nulla. E se compri ti ringraziano persino quando gli allunghi i soldi.
    Qui le chiese sono aperte, anche quelle che avrebbero l’ingresso a pagamento. Ci puoi entrare quando vuoi. Non c’è nemmeno un custode.
    Qui le fattorie biologiche lasciano esposti i loro prodotti, tu li compri e lasci i soldi in un cesto, anche qui senza nessuno che controlli.
    Qui c’è la crisi, gli ingegneri non lavorano. Però i ragazzi trovano lavoro anche se sono pieni di tatuaggi e piercing e se hanno i capelli blu e verdi.
    Qui gli immigrati sono parte integrante ed integrata della società. Non ho mai visto gruppi di connazionali stranieri come in Italia, dove sono obbligati a stare tra di loro in una specie di ghetto (ce n’è uno in ogni paese, vero?).
    Qui venerdì sera, la sera di punta delle notti inglesi, un corteo di macchine ha sfilato in protesta contro le tasse, in ordine, a passo d’uomo, facendo attraversare i pedoni, con un paio di moto della polizia a seguire il corteo.
    Perché non possiamo essere così? O cercare di diventarlo?
    Cosa succede all’Italia? Perché sui nostri giornali le prime pagine sono dedicate a puttanate?
    E soprattutto, cosa possiamo fare?
    Mi sento troppo piccola, per poter fare qualcosa – frustrante.
    Nel mio piccolo, cercherò di educare i miei figli a diventare adulti migliori di me.
    Cercherò di diffondere quello che credo sia giusto.
    Nel mio piccolo, pubblicherò questo post di Her-Etico su facebook, invece di un augurio per il suo compleanno, faccio un augurio al futuro dell’Italia.
    Sperando che questi vecchi che ci governano la smettano. O si facciano giovani nelle idee e nel cervello.
    Sperando che i soldi che vogliono investire nelle centrali, li investano per sfruttare l’energia gratis e pulita del sole.
    Sperando che questi temi non vengano accantonati dalla massa appena il disastro del Giappone sarà “passato di moda”.
    Io sono nata due anni prima del disastro di Chernobyl.
    Quello che so, ed è poco, l’ho imparato da sola in età adolescente.
    Nessuno ne ha parlato poi così tanto, perché quando ero in età sufficiente per apprendere, era già “passato di moda”.
    Anche il Giappone verrà dimenticato presto.
    Non sono un fisico nucleare e detesto le teorie “complottistiche” in genere.
    Ma in questo caso penso che l’unico motivo per cui ancora si sta a pensare a cosa fare per le fonti di energia, sia il fatto che nel momento in cui si dovrà decidere chi detiene la proprietà delle radiazioni solari, inizierà la 3° guerra mondiale.
    Sì, sono frustrata, da questa piccola, squallida rappresentazione di noi.
    Sono frustrata, a volte, di essere italiana.
    Ali

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  2. Grazie Ali. Sono veramente orgoglioso di avere dei lettori come te. her-etico

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  3. Anche io penso che il famoso,temuto, apocalittico 2012 se lo produce l’uomo con le proprie mani già da alcuni decenni. Anche se Giacobbo si accanisce nella spasmodica ricerca storico-scientifica-paranormale di “prove” che confermino le teorie catastrofistiche, la realtà è molto più semplice. Direi addirittura sotto gli occhi di tutti. L’umanità si sta autodistruggendo sfidando costantemente la natura dagli anni della prima industrializzazione. Esistono tecnologie che favoriscono il progresso e tutelano l’ambiente, ma.... La strada più facile e lucrosa è quella della totale mancanza di rispetto del “contenitore” che ci ospita. Tutto, però, si paga!
    MI RACCOMANDO: TUTTI AL REFERENDUM!

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  4. Bugie?

    Ho letto con attenzione l’editoriale e anch’io vorrei dire la mia iniziando con il seguente assunto espresso in molteplici salse dagli esponenti del governo:

    “L’Italia produce meno energia di quanta ne consumi; per questi motivi il nostro Paese deve importare energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi”.

    Ora mi chiedo: sono vere queste affermazioni?

    Cerco di capire e vado dritto a TERNA SpA che è la società responsabile in Italia della trasmissione, del trasporto e del dispaccio dell'energia elettrica e che per obblighi tecnici, fiscali ed istituzionali registra e raccoglie tutti i dati e le informazioni relative alle proprie attività. Non volendo annoiarvi con dati e statistiche vado subito al dunque informandovi che:

    “in Italia si produce attualmente una quantità di energia quasi doppia rispetto alle richieste”.

    Dai dati forniti da Terna si evince inoltre che l’Italia importa una discreta quantità di energia elettrica dalla Francia, che arriva fino al 25% di notte.

    “visto che abbiamo una così ampia disponibilità di energia elettrica perché l’importiamo?”

    La risposta è la seguente: Perché in Francia la produzione di energia elettrica avviene soprattutto tramite centrali nucleari, che per loro intrinseca caratteristica, non possono allineare la quantità di energia prodotta ed immessa in rete, alla quantità di energia richiesta dagli utilizzatori. Quindi di notte in Francia c’è un eccesso di produzione di energia elettrica che se non ceduta e consumata determinerebbe un sovraccarico della rete elettrica che potrebbe determinare gravi inconvenienti. La Francia allora la vende sottocosto ai Paesi confinanti, tra cui l’Italia. Di notte Terna, che ragiona secondo la logica del massimo profitto e per una volta nell’interesse del nostro Paese, impone all'Italia di ridurre fortemente la produzione di elettricità e l'acquista a costo molto più conveniente dalla Francia che non può fare altrettanto e soprattutto non può farne a meno. Di giorno succede il contrario e l'Italia, che come abbiamo visto ha un notevole surplus di potenza installata, esporta energia elettrica ai Paesi confinanti tra cui la Francia, nelle fasce orarie di maggiore richiesta guadagnandoci molto bene.

    io più che frustrato sono incazzato per le balle che mi raccontano

    Cordialmente
    Achille

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  5. Il sognatore Carlo

    Ora segnatevi questo nome: Carlo Rubbia. Segnatevi l’anno: 2005.

    Il signor Carlo dopo tre anni di studi, esperimenti e sacrifici scopre che concentrando la luce del sole in un punto ben definito attraverso l’utilizzo di specchi parabolici (specchi ustori di Archimede), si produce in modo efficiente e pulito calore e di conseguenza energia. Dalle evidenze teoriche in suo possesso lo stesso sig. Carlo arriva ad affermare che un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari, vasta, in pratica, quanto la superficie compresa all’interno dell’anello del grande raccordo anulare (la tangenziale di Roma). Il sig. Carlo presenta in suo progetto, i suoi tre anni di studi. Il suo progetto non avrebbe richiesto fondi pubblici perché la realizzazione della sua centrale avrebbe beneficiato del finanziamento di investitori e banche.

    Il suo progetto è rimasto sospeso nel nulla per un anno e mezzo, bloccato dall'immobilismo governativo.

    E' questo quello che si apprende in un'intervista rilasciata dal sig. Carlo al quotidiano La Repubblica il giorno 23 settembre 2005:

    "Ho chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell'Ambiente che mi dicesse 'il solare termodinamico che hai progettato è verde, pulito, come l'energia eolica o il solare fotovoltaico '. Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi."

    Il signor Carlo riceve una telefonata dalla Spagna:
    “….Siamo molto interessati al suo progetto, se avesse la gentilezza di approfondire la tematica, siamo disponibili ad autorizzarne la realizzazione, abbiamo anche gli investitori”.

    La Spagna crede al “sognatore”, la Spagna non rimane immobile, la Spagna si esprime e dice di sì al sig. Carlo.

    Oggi al marzo 2011 la Spagna è leader nel mondo davanti agli USA in termini di potenza installata pari a 422.000KW in impianti di questo tipo, impianti che utilizzano il sole come carburante….

    ...o sole mio.
    Achille

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  6. I sognatori Andrea e Sergio

    Ora segnatevi questi di nomi: Sergio Focardi, Andrea Rossi. Segnatevi l’anno: 2011.

    Il sig. Sergio ed il sig. Andrea stanno a Bologna , Sergio è un fisico nucleare ed Andrea un ingegnere. Anche loro studiano, progettano, esperimentano. Hanno il tarlo dell’energia pulita a basso costo. Studiano il modo per innescare la reazione nucleare a bassa energia. Il fisico Sergio e l’ingegnere Andrea hanno diramato nei mesi scorsi una notizia a dir poco sconvolgente, affermando di aver avuto successo in una delle più ardue sfide che la scienza moderna si pone:

    la fusione nucleare fredda.

    Il team ha indetto una dimostrazione pratica riservata ad un pubblico scelto di giornalisti, ricercatori e professori in un anonimo capannone di via degli Elettricisti nella zona industriale Lame situato nell’hinterland bolognese. Davanti al capannone ci sono le guardie giurate a controllare l'accesso, devi firmare una dichiarazione in cui accetti i rischi nell'assistere all'esperimento che potrebbe rivoluzionare il settore della produzione di energia. Per la prima volta in Italia è stato realizzata una macchina prototipo all'interno della quale avviene un processo di fusione nucleare fredda, utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre un’energia incredibilmente superiore a quella utilizzata per creare la reazione. E' la strada per ottenere energia pulita.

    "La novità assoluta sta nel fatto che tutto ciò viene prodotto da una macchina che funziona come una stufetta elettrica di casa, senza emissioni di radiazioni nocive, senza emissioni di anidride carbonica o di altre sostanze tossiche”

    spiegano Andrea e Sergio. Nell’esperimento terminatosi con successo, si sono consumati 600 kilowattora e se ne sono prodotti 12.000, ovvero 20 volte tanto di quanto consumato.

    Sergio ed Andrea sono persone perbene, con i piedi per terra, loro stessi affermano:

    "Ci vuole cautela, il metodo scientifico esigerebbe verifiche, ad oggi non sappiamo cosa avviene dentro la macchina. Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato. Non sappiamo come un protone di idrogeno possa entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. I nostri colleghi non ci credono, sono scettici".

    Il prototipo, già coperto da brevetto di proprietà della signora Maddalena, moglie di Andrea, è ora pronto per la produzione industriale e la commercializzazione.

    La notizia trapela ed arriva una telefonata dalla Grecia “….Siamo molto interessati a…………….”

    La Grecia crede ai “sognatori”, la Grecia non rimane immobile, la Grecia si esprime e dice di sì a Sergio e ad Andrea.

    A fine ottobre 2011 è previsto ad Atene lo start-up della prima micro centrale per la produzione di energia elettrica a fusione nucleare fredda da 1.000KW.

    Andrea e Sergio rimangono con i piedi per terra e con grande umiltà affermano:
    “Si tenga presente che da mezzo secolo altri colleghi stanno tentando in tutto il mondo con risorse pari a miliardi di dollari a fare altrettanto. Noi ci stiamo riuscendo con i nostri soli mezzi economici e lavorando 16 ore al giorno. Noi facciamo quello che possiamo”....

    ...o protone mio.
    Achille

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  7. sono sempre più convinta che è ora che vadano tutti, ma dico proprio tutti a casa, per far posto a tecnici e politici competenti e lungimiranti. e invece assistiamo a un tacito consenso delle democrazie occidentali rispetto all'agire del dittatore libico.... perchè? a chi fa comodo che si riprenda il controllo dei pozzi petroliferi? chi ci guadagna?

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  8. Spero di vivere abbastanza per vedere i sig. ri Carlo, Andrea e Sergio sviluppare tutto quello in Italia.
    Chi ci guadagna col petrolio? Tutti, tranne noi.
    Tutti, tranne il pianeta.
    Tutti, quelli che hanno già i maggiori guadagni in tutti i campi possibili.
    Ali

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  9. Quanta bella gente tutta insieme!!!!

    Bravi!

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  10. Alice,

    per completezza delle informazioni ti comunico che il 28 marzo 2008 ha preso vita anche in Italia ed esattamente a Priolo, in Sicilia, il progetto Archimede, così nominato in onore di Archimede di Siracusa (inventore degli specchi ustori), proprio su impulso e sotto la regia dello scienziato Carlo Rubbia (il sig. Carlo), premio Nobel per la fisica, che in sinergia con importanti e competenti aziende "home made" ha realizzato una centrale che grazie al sole produce energia elettrica sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 4500 famiglie.
    L'impianto, definito all'avanguardia della tecnologia dalla pletora internazionale degli esperti di settore, è stato inaugurato nel luglio 2010 alla presenza degli stessi ministri che cinque anni prima "non si erano espressi", costringendo di fatto lo scienziato a migrare in altra patria

    ciao
    Achille

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  11. Un bella notizia, grazie... ho fatto in tempo ad assistervi (più o meno... ovviamente è passata inosservata ai media, credo) da viva allora :)
    Ciao,
    Ali

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...