venerdì 18 marzo 2011

L'Italia s'è desta?

Vorrei fare una riflessione sui festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia. Mi rivolgo in particolare a coloro che non si sono sentiti "invitati" alla festa o che anche con invito non avrebbero partecipato.
No, non mi riferisco ai leghisti.
Legittimo, sarebbe assolutamente sbagliato "festeggiare" un evento che per motivi politici o storici non si condivide. Mi sento però di spiegare perchè fuori dalla mia finestra ho appeso una bandiera verde-bianco-rossa, pulita, senza stemmi.



Nessuno mette in dubbio che non c'è mai una sola verità e che spesso quello che è giustizia per alcuni può essere ingiustizia per altri. Questa festa forse poteva essere un pochino in odore di nazionalismo, può darsi che alcuni abbiano festeggiato con questo spirito.
 Io voglio credere però che la maggioranza delle persone abbia vissuto questo momento contestualizzandolo con l'attualità. Attualità di un Paese dove fino a 2 mesi fa non esisteva nemmeno più l'opinione pubblica.
In certi momenti è importante saper guardare "oltre". Oltre il passato, oltre le parate, oltre gli eventi vari, io penso che ci fosse una necessità di trasmettere qualcosa. Alla politica italiana in generale e alla Lega in particolare.

Io penso che dello Stato, che piaccia o no, non si può fare a meno, se non altro dello Stato sociale, della sanità pubblica, della scuola pubblica, e conosco persone che, se in questo momento non avessero aiuti dai comuni, non pagherebbero affitti e bollette. Questo è fondamentale quindi per garantire, a tutti, quei diritti che consideriamo fondamentali. Ovvio che anche qui, la dfferenza la fanno le persone.
 Che poi lo Stato, in una democrazia dovrebbe essere il popolo, e così non è,(anche se di fronte a qualunque potere mi piace ricordare che dentro a un gabinetto siamo tutti uguali perchè mi aiuta a non accettare gli abusi) forse, un pochino di responsabilità ce la dobbiamo prendere anche noi cittadini.
 Penso che ci siamo impegnati veramente poco. Da quanti anni stiamo dormendo? Ognuno con i suoi problemi, ognuno con il suo orticello, incuranti e indifferenti. Un pò rincoglioniti dal nostro individualismo.
La Costituzione ci ha messo in mano le " armi " per essere parte attiva, ma poi sono successe tante cose in questo paese. Anni troppo pesanti. ma vivi. che di conseguenza hanno portato ad anni troppo leggeri, ma morti. L'attuale legge elettorale ci ha tolto le ultime "pallottole".
Certo è molto più facile crogiolarsi nel lamento o essere sempre e comunque contro.
Mio figlio, 13 anni mi ha detto:" Per me la politica è un cerchio. Fisso un punto sulla circonferenza che è il centro. Il centro è troppo neutro e può andare un pò di qua e un pò di là, ma se ti avvicini troppo all'estremo opposto, la sinistra e la destra rischiano di inconrarsi e avere più o meno le stesse idee."
Io Credo che siano in pochi a volere uno Stato forte e potente, credo che molti vogliano uno Stato più giusto e competente.

1 commento:

  1. Speriamo che l'Italia se desti davvero, anche se qualche dubbio mi resta.
    I nostri nonni hanno combattuto per la libertà, i nostri padri si sono fatti il mazzo per darci il benessere, e noi? noi siamo la generazione di mezzo e forse lasceremo ai nostri figli un mondo peggiore di quello che abbiamo trovato.
    Speriamo che i nostri figli capiscano che la loro patria non è solo l'Italia, ma il mondo intero.
    Io penso che sarà così.

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La Ele

Questo sorriso si chiama Eleonora. Ha 19 anni. E sta facendo un viaggio speciale. Sola. La Ele la conosco da tempo perché ...