mercoledì 9 marzo 2011

IL GIUSTO MEZZO

ARISTOTELE       ETICA A NICOMACO

"Le virtù etiche non si possiedono per natura, anche se l'uomo ha dimostrato di avere la capacità di acquisirle, e vengono individuate soltanto in base ad azioni di una certa qualità, che consiste nella disposizione a scegliere "il giusto mezzo" fra i due estremi."

Poi Aristotele passa ad enumerare le singole virtù:


Coraggio : giusto mezzo fra viltà e temerarietà;


Temperanza : giusto mezzo tra intemperanza e insensibilità;


Generosità : giusto mezzo fra avarizia e prodigalità;


Magnificenza : giusto mezzo fra volgarità e grettezza d'animo;


Magnanimità : giusto mezzo tra la vanità e l'umiltà;


Mitezza : giusto mezzo tra l'iracondia e l'eccessiva flemma;


Amabilità : giusto mezzo tra misantropia e compiacenza;


Sincerità : giusto mezzo tra l'ironia e la vanità;


Arguzia : giusto mezzo tra la buffoneria e la rusticità;


La virtù principale : La giustizia, la virtù intera e perfetta.
"Nella giustizia ogni virtù si raccoglie in una sola. Ed è una virtù perfetta al più alto grado perchè chi la possiede è in grado di usare la virtù anche verso gli altri e non soltanto verso se stesso."



"Poichè l'involontario è ciò che si compie per costrizione e per ignoranza, si converrà che volontario è ciò il cui principio risiede nel soggetto, il quale conosce le condizioni particolari in cui si svolge l'azione."Aristotele

Il senso della vita, per un genitore, per un educatore, per chiunque, dovrebbe essere quello di migliorare l'umanità, di generazione in generazione.
Io voglio che i miei figli siano migliori di me.

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